Allegri, guai esagerare!

04.02.2019 11:04 di Claudio Nassi  articolo letto 43 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Allegri, guai esagerare!

Per chi vuol bene al calcio troppe cose non vanno e si fa di tutto per non vederle. Vado in ordine sparso. Parto da Allegri, che ritengo, con Gasperini, l'allenatore meno scarso in circolazione. Non sono il solo a domandarsi perché Dybala debba trasformarsi in "tuttocampista". Le dichiarazioni del tecnico fanno sorridere. Se la cosa più importante rimane il gol, non puoi snaturare chi è nato per metterla dentro. Perché allontanarlo troppo dai 16 metri? O forse aspetta che Zamparini torni a gridare che lo rovina, come quando diceva che doveva potenziare le gambe? Inoltre sarei curioso di sapere perché la società decise di cedere Coman. Si preferiva all'argentino? Se fino a 48 ore dalla chiusura del mercato si faceva il nome di Darmian e si parlava di Spinazzola in prestito al Bologna, non era un non-senso? Perché prendere una riserva di Alex Sandro se hai in casa uno nato nel settore giovanile? Non hai fatto l'impossibile per averlo di ritorno dall'Atalanta con un anno d'anticipo e non è stimato come pochi da Gasperini? Non viene da pensare a un intervento in extremis per rinsavire?

Quando vedo la Juventus cambiare squadra ogni settimana, chiedo perché. D'accordo, Allegri vuol tenere tutti sulla corda, ma continuo a pensare che i calciatori non siano pedine e una squadra ha bisogno di tempo per conoscersi. L'amalgama non si acquista, come credeva un presidente del Catania. Si trova giocando insieme. Gli automatismi non si improvvisano. Eppoi tante formazioni del passato si ricordano sempre. Se i nomi si snocciolano con facilità ci sarà un motivo. Non interessa che, come si dice, ci siano 24 calciatori di pari forza. Quando si dovranno affrontare avversari difficili in Champions League, a partire dall'Atletico Madrid, si vedrà se certi timori avranno fondamento. Spero di sbagliare, ma non basta saper correggere in corsa l'undici, e Allegri spesso ci riesce, perché il campionato non è la Champions. E se certe osservazioni sono valide, anche solo in parte, un tecnico non può percepire ingaggi milionari. In campo vanno i calciatori e la gara la decidono loro. L'allenatore, come volevano i vecchi saggi, può solo perderla.

Fatti i complimenti a Gasperini, anche per il 3-0 alla Juventus, che proietta l'Atalanta in semifinale di Coppa Italia, mi torna alla mente il gol su colpo di testa di Izzo, che permette al Torino di battere l'Inter. Ci fosse stato un uomo sul palo e Handanovic avesse dovuto coprire 5 metri di porta anziché i 7 e passa, quando mai sarebbe stato superato? Si può pagare Spalletti 4 milioni netti l'anno, quando non ci si sa disporre nemmeno sugli angoli (e non è il solo), per non parlare delle punizioni dirette? Un milione netto, ovvero una montagna di soldi, non basta e avanza? Quando finirà la cuccagna per Guardiola, Mourinho, Ancelotti, Conte, Klopp, Sarri e compagnia? Attendiamo fiduciosi. 

© 2019 Stazione di sosta