Avranno capito i nostri?

 di Claudio Nassi  articolo letto 80 volte
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Avranno capito i nostri?

Tutti si sono accorti che il mercato non può chiudersi il 31 agosto, a campionati iniziati. Per primi sono stati gli inglesi, ma non credo esistano problemi nel fare retromarcia. Ripeto sempre che il calcio è semplice quando si riferisce al gioco e ad alcuni comportamenti. Ad esempio, a chi giova un mercato lungo? La risposta è facile: a Tuttomercato Web, che avrà milioni di contatti in più, a giornali, radio e tv. Poi ci sono i contro, ben più importanti, perché gli allenatori dovrebbero partire per il ritiro con l'organico al completo o, al massimo, averlo a disposizione una settimana prima dell'inizio del campionato. Spero si capisca e si provveda.

Mi sembra, infatti, che qualcosa si muova anche a livello internazionale, per risolvere problemi che sono autentiche palle al piede. Devo dire che lo sloveno Aleksander Ceferin, Presidente dell'UEFA dal settembre 2016, dimostra di non essere quello sprovveduto che si temeva, dal momento che una carica tanto importante era sempre stata ricoperta dalle nazioni-guida. Riporto alcune sue dichiarazioni: "I clubs conoscono le regole del fair-play. Non importa il blasone: se non le rispetteranno subiranno le conseguenze". Poi: "Il problema vero sono i soldi che escono dal sistema. Le percentuali degli agenti vanno riviste". Ancora: "Se l'UEFA segue le regole, devono farlo anche i clubs. Li avvisiamo, ma poi ci sono le sanzioni, fino all'esclusione dai tornei". "Andremo alla Commissione della UE, a Bruxelles, portando sul tavolo salary cap, luxury tax e non solo". E riguardo ai certificati medici dei calciatori durante le trattative per condizionare le società alle loro volontà, ha detto: "Sta succedendo troppo spesso. Stavolta dovremo proteggere i clubs e non i calciatori". Dopo aver ricordato che la FIFA ha trovato negli interventi del VAR 48 decisioni corrette su 49 e che si è apprezzato il lavoro, in merito, del nostro Rosetti, per la prima volta ho sentito, anche se non è in programma una partita con il tempo effettivo, che ci si avvicinerà all'ora di gioco. Cosa che predico, inascoltato, dal 1990.

Infine il Belpaese è tornato a occupare una poltrona importante, quella della Presidenza dell'ECA, con Andrea Agnelli. Sarà il successore di Rummenigge, in carica dal 2008. Lunedì scorso a Ginevra, seduto accanto all'ex nemico Lotito, ha ricevuto abbracci da Rummenigge, dal delegato del Real Jimenez, dal Presidente del Lione, Aulas, e da molti altri. Erano presenti anche la Roma con Gandini, il Napoli con Chiavelli, il Milan con Fassone, la comitiva dell'Inter con Steven Zhang, Zanetti, Gardini e Antonello e la Fiorentina con Mencucci. Guardo sempre a come si muovono i più bravi e, nel board dell'ECA, con Andrea Agnelli, trovo Jimenez (Real Madrid), Gerlinger (Bayern Monaco), Gazidis (Arsenal) e Aulas (Lione). Non pensate sia un caso. Spero che anche i nostri abbiano cominciato a capire che il calcio ti vuole sempre presente e, possibilmente, operativo.   

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