Bonucci, Lucci e Montella

 di Claudio Nassi  articolo letto 89 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Bonucci, Lucci e Montella

Che cosa faceva Boniperti con i big? Prima che esalassero l'ultimo respiro li cedeva, perché sapeva che, se fossero rimasti, avrebbero creato problemi. Alla Juventus di Andrea Agnelli, Marotta e Paratici la strategia è diversa. Dopo il caso Del Piero, che ha richiesto una prova di forza da parte del Presidente, le altre separazioni da calciatori di primo livello sono avvenute prima del tempo, senza traumi. Tevez voleva tornare al Boca Juniors? Si è provato a raddoppiargli l'ingaggio, con 6 milioni e mezzo netti, poi si è desistito. Vidal lasciava a desiderare per certi comportamenti fuori dal campo e, come il Bayern Monaco ha bussato alla porta, si è detto "avanti". Dani Alves, pur determinante nella parte finale del campionato, ha rilasciato dichiarazioni infelici e ci sono stati i saluti. Ed ora Bonucci. Non so se sia vero che sognava la fascia di capitano, non so se sia vero che non ammetteva di sbagliare, non so se sia vero che lo spogliatoio non lo amava; so però che aveva un contratto da 6 milioni netti l'anno per 4 anni e che è stato ceduto al Milan per 42 milioni pagabili in 3 anni.

Sul piano economico la Juventus, società quotata in borsa, ha realizzato una plusvalenza di 39,5 milioni, oltre a risparmiare uno degli ingaggi più alti. Sul calciatore, definito mesi or sono il miglior difensore al mondo, non ci sarebbe niente da dire; se però si analizza con attenzione, ci si accorge che è determinante se lo si lascia giocare, ma un regista arretrato con i piedi di Bonucci va marcato e attaccato. E se avviene, il punto di forza diventa il punto di debolezza, soprattutto, come in questo caso, se lento. Non dimentico i 3 gol di media a campionato, ma uno spogliatoio che perde una primadonna non credo ne venga a soffrire.

Ricordo Pirandello quando dice: "Non c'è più pazzo al mondo di chi crede di aver ragione" e non pretendo di averla, ma visto che i bianconeri hanno continuato a vincere scudetti, Coppe Italia e per due volte hanno giocato la finale di Champions, viene da credere che le strategie non siano niente male. So bene che un grande coach dei Green Bay Packers, Vince Lombardi, diceva che "... un mare calmo non ha mai fatto un bravo marinaio", ma, evidentemente, si erano superati i limiti. Forse, però, spiega tutto Erodoto: "Non sono gli uomini a dominare la sorte, ma è la sorte a dominare gli uomini". E, guarda caso, ritengo Lucci, il procuratore di Bonucci e di Montella, l'artefice dell'operazione. Si era reso conto che per il suo assistito era venuto il tempo di cambiare aria e in poche ore ha portato a termine l'operazione. Al momento hanno vinto tutti, anche se, con troppi galli nel pollaio, viene da pensare che Montella potrebbe essere rimasto col cerino in mano.   

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