Ci penserà lo Spirito Santo!

16.02.2018 12:37 di Claudio Nassi  articolo letto 59 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ci penserà lo Spirito Santo!

A me sembra impossibile che il calcio italiano sia in ginocchio, con tante società indebitate. Sarò un inguaribile ottimista, ma continuo a pensare che si possa raggiungere l'equilibrio economico senza scomodare i miracoli. Anche perché in Germania ci sono riusciti da tempo e non vedo perché non si possa ripetere. Tempo fa, in una classifica stilata dalla KPMG e pubblicata dal Financial Times, tra i club migliori nel rapporto tra spesa e risultati occupavano tre posti tra i primi dieci il Napoli, sesto, l'Udinese, ottava, e la Lazio, decima, ovvero qualcuno è già in linea. In testa l'Atletico Madrid, il più virtuoso, a dimostrazione che non vince sempre chi spende di più. Da noi si pensa che il problema sia il cambio del C.T. e non i soldi portati all'estero per calciatori sopravvalutati, le percentuali dei procuratori, mai regolamentati, o la mancanza di allevatori degni di questo nome, che permetterebbero di avere ben altra risposta dai vivai.

La panacea pare sia nei nuovi stadi o nella ristrutturazione di quelli obsoleti. D'accordo, ma non sarebbe opportuno, prima di pensare a maggiori ricavi, diminuire i costi? Occasione migliore di una FIGC commissariata non esiste per sperare che qualcosa vada nella direzione giusta. Poi ti accorgi che l'Assemblea di Lega non si può fare perché il Presidente del CONI deve andare alle Olimpiadi e, se vedi chi dovrebbe guidare l'azienda più importante del Paese, ti domandi se non siano scommesse. Perché uno dei segreti del successo è scegliere i collaboratori giusti. Si sa che la strada è piena di insidie e che per raggiungere il traguardo occorrono non poche qualità. Serviranno determinazione, fermezza nei propositi e forza d'animo. La persona d'azione dovrà avere duttilità, saper cambiare strategia se cambia la realtà, se ci sono errori da correggere o se non si può fare da soli. In tal caso deve avere il coraggio di scegliere collaboratori fidati, con personalità, perché con gli yesmen si va poco lontano. E fare in modo che ognuno esprima le proprie capacità al meglio, sempre protetto, aiutato e ascoltato, senza filtri o mediazioni. Se si continua a dire che forti e bravi come noi non c'è nessuno, a glorificare questo e quello e a occupare poltrone per ambizione e notorietà, saremo punto e a capo. Purtroppo è così e la speranza che provveda lo Spirito Santo, come vuole un caro amico, torna d'attualità.

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