Colazione al...Sacchi

06.12.2018 09:32 di Claudio Nassi  articolo letto 36 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Colazione al...Sacchi

Mercoledì da Burde, Pierluigi Picerno, editore di Lady Radio, festeggiava la rubrica Stazione di Sosta, giunta a 630 puntate, in una stupenda location e con tanti amici. Uno di questi raccontava di quando a Parma Sacchi lo rincorse per non perdere Bresciano. Stava uscendo. Non voleva concedere un miliardo di sconto dei 23 richiesti. Alla presenza di Baraldi e Minotti, il nostro fu accontentato e, dopo i 30 miliardi di Marchionni, l'Empoli mise a segno ancora un colpo da mille e una notte.

Quattro giorni dopo leggo un peana di Sacchi sulla "rosea". Ma se riscatti Marchionni per 18 miliardi, ne spendi 23 per Bresciano, porti al Milan Mussi, Bianchi e Bortolazzi e fai cedere Bordin al Cesena per prendere dal Rimini Galassi, non credo sia il massimo sul piano tecnico. Bocciato come operatore di mercato, passo all'allenatore. Vince al Milan molto meno di quanto ci si aspetterebbe, pur avendo Baresi, Maldini, Rijkaard, Van Basten e compagnia, e poi non trovo molti acuti. Leggo che ha regalato al Parma bel gioco, quando i crociati vinsero la Serie C, ma ricordo che due anni prima la squadra di Perani, con Pioli e Salsano, promossa in B, offriva un calcio migliore. Ad Arrigo riconosco il merito di aver resistito a Milano arrivando dal basso, ma dimentica di restituire al calcio il tanto che gli ha dato. Che abbia portato avanti le sue idee è normale, però sarebbe opportuno si accorgesse di aver lasciato in giro tanti eredi che pensano di vincere con gli schemi. Piero Dardanello, Direttore di Tuttosport, si faceva tante risate nel raccontare l'addio di Sacchi al Milan. "Voleva fare a meno di Van Basten - diceva - perché, mettendola sempre dentro, gli rovinava lo schema". Purtroppo Berlusconi non era dello stesso avviso.

Il sacchismo è una delle cause della vergognosa posizione nel ranking mondiale, della mancata presenza in Russia e dell'aver dimenticato la nostra tradizione. Il gioco all'italiana ha portato a 4 titoli mondiali e non tenerne conto è un non-senso. Le innovazioni non hanno inciso e a Coverciano non l'hanno capito. Pensa le stesse cose uno dei nostri tecnici migliori e, con lui, colleghi che vanno per la maggiore. Eppoi come ha vinto il secondo titolo la Francia di Deschamps? Giocando all'italiana. Che cosa ha fatto Zidane non appena si è seduto sulla panchina del Real? Ha chiuso la difesa con Casemiro e cambiato impostazione. Parlo dei tecnici che hanno ricevuto i premi più importanti. Quando vedo Icardi fare gol di testa alla Roma senza essere marcato, domando come sia possibile. E la Fiorentina che affronta la Juventus a viso aperto? Se ha il doppio dei tuoi punti ci sarà un motivo. Non ce la fai a giocare 95' sopra ritmo? Allora copriti, altrimenti prenderai freddo.   

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