Con Valverde nessun proclama!

 di Claudio Nassi  articolo letto 53 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Con Valverde nessun proclama!

Ernesto Valverde Tejedor, nato il 9 febbraio 1964, ex calciatore, è l'attuale tecnico del Barcellona. Gioca negli anni '80 e '90 con Deportivo Alaves e Sestao, poi nell'Espanyol e nel Barca. Con l'Espanyol firma nell''86 e raggiunge e perde la finale di Coppa UEFA nell''87/'88. Quindi due stagioni al Barcellona con cui vince una Coppa delle Coppe e una Coppa di Spagna, prima di trasferirsi all'Athletic Bilbao, dove rimane dal '90 al '96, con 180 presenze e 50 gol. Chiude l'anno successivo al Maiorca.

Inizia a far l'allenatore nel settore giovanile dell'Athletic Bilbao e arriva alla prima squadra nel 2003. Rimane fino al 2005, poi all'Espanyol dal 2006 al 2008 con finale di Coppa UEFA nuovamente persa. Va in Grecia e vince il campionato con l'Olympiakos. Torna al Villarreal nel 2009, ma nel gennaio 2010 prova la delusione dell'esonero. Nell'agosto è ancora sulla panchina dell'Olympiakos dove, prima di dimettersi per motivi personali, vince due campionati e due Coppe di Grecia. Nel dicembre 2012 sostituisce al Valencia Pellegrino e dal dodicesimo posto la squadra si trova a lottare per il quarto, l'ultimo valido per la Champions League. Lascia a fine stagione e torna all'Athletic Bilbao. Rimane otto anni prima di arrivare al Barcellona in un momento dei più turbolenti, dovuto a polemiche interne, alla cessione di Neymar al PSG, al mancato rinnovo del contratto di Messi, alla netta sconfitta nella Supercoppa spagnola, alla sovrapposizione dei ruoli societari, con troppe persone deputate al mercato, conseguenza dei tanti rifiuti subiti, fino alla frattura tra squadra e società. Tutto questo senza parlare del lungo digiuno dal gol di Suarez e dei 53' giocati da Dembélé, pagato 200 milioni, prima di fare crac.

Ebbene, Valverde, fedele al suo stile, "nessun proclama, tanto lavoro", riporta il Barcellona al ruolo che gli compete. Nessuno pare abbia realizzato la media punti dei blaugrana dopo 15 giornate, con 12 vittorie e 3 pareggi, migliore attacco con 38 gol e miglior difesa (7) con l'Atletico Madrid. Come arriva a tanto? Massimizza i punti di forza dei suoi, con Messi a svariare a tutto campo e soprattutto capisce che non sempre un gioco troppo brillante paga. Pur non avendo il piacere di conoscerlo sono un tifoso, per il profilo basso, il comportamento perfetto in panca, l'equilibrio e quel non andar mai sopra le righe. La stima e la considerazione si conquistano con i fatti e Lady Radio, con Stazione di Sosta, non poteva dimenticarlo.

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