Debiti e commissioni, un dramma

 di Claudio Nassi  articolo letto 86 volte
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Debiti e commissioni, un dramma

Martedì 27 u.s. Marco Iaria, giornalista sempre attento ai numeri, scrive: "Nel 2016/17 a fronte di un fatturato, escluse le plusvalenze, di quasi 2,3 miliardi, i debiti, al netto dei crediti, sono arrivati a 2,1 miliardi. Di questi 1,3 miliardi sono nei confronti di banche e istituti di factoring. La Serie A vive in uno stato di perenne sofferenza e non si vede una via d'uscita". Leggo inoltre: "Preoccupa la tenuta finanziaria dei bilanci, perché gli stipendi rappresentano il 68% del fatturato e la stessa spirale hanno assunto i debiti". Alla fine apprendo che "... in base al censimento di 2mila operazioni dal 2013 al 2017, le commissioni per gli agenti si sono aggirate tra il 12 e il 13% e, in 32 accordi oltre 1 milione di euro, hanno superato il 100%".

Non conoscevo i numeri, ma da tempo immemore predicavo, come al solito, nel deserto, sperando che qualcuno capisse il vero problema del calcio: quello economico. Conoscevo, per averle vissute, le problematiche. Bastava guardare alla Germania per capire come erano riusciti a venir fuori dalla crisi, avere le società coi bilanci in regola e vincere il quarto Mondiale. E' vero, non era nemmeno necessario, si sapeva prima che il Premier tedesco Schroeder dicesse: "Non importa che i migliori calciatori siano in Inghilterra, Italia e Spagna. A me interessa avere i club con i bilanci a posto". Facile tirare le somme, perché una società con i conti in regola è ben amministrata, quindi guidata da uomini capaci. Il resto lascia il tempo che trova, perché, ripeto, determinante è il fattore economico. Gli stipendi non dovrebbero superare il 50% del fatturato. Né si può accettare che le commissioni degli agenti siano del 12/13%, senza salire addirittura al 100% oltre il milione di euro, anche se in 32 casi.

Nonostante un amico suggerisca di non ripetere le solite cose, perché alla fine le imparano, continuo imperterrito, nella speranza non abbia ragione. Ma li vogliamo regolamentare una buona volta gli agenti, che rappresentano un cancro del calcio? Sappiamo i problemi che creano o abbiamo interesse a non sapere? Non può non sorgere il dubbio, o è certezza? Comunque nessuna meraviglia, perché nel calcio avviene anche che Sampaoli non convochi Dybala nell'Argentina, dal momento che chi comanda, Messi, lo ritiene un doppione. Ma se Liedholm diceva: "Datemi calciatori forti, a farli giocare insieme ci penso io", non viene da sorridere? Nils era un maestro. Sampaoli, almeno in panchina, un istrione. Ecco, se qualcuno può dissertare su una scelta tecnica, anche se il calcio è tutt'altro che opinabile, sui conti non ci sono dubbi, tutti dovrebbero essere d'accordo.    

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