E' vero, mi hanno guidato!

05.09.2019 11:58 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
E' vero, mi hanno guidato!

Quando inizio a scrivere lo faccio su "Rotostadio", la rubrica del venerdì di Stadio, curata da Italo Cucci, dopo aver passato le forche caudine di un grande del giornalismo, Aldo Bardelli. Spazio due pagine, titolo a 18 colonne: "Con questa formula si gioca in 11...". Avevo indossato la maglia di L'Aquila, Siracusa e Pescara in Serie C e notato che si era voluto costruire lo stopper come un calciatore forte fisicamente, ottimo sui palloni alti, ma con i piedi di ferro. L'importante era annullare il centravanti avversario. Ecco spiegato il titolo. In campo, portiere escluso, c'erano 9 calciatori per squadra. Non credo ci volesse molto per arrivare a dieci. Bastava migliorare i piedi. Era stato commesso un errore. Bisognava correre ai ripari. D'accordo, il suggerimento veniva da un calciatore di 27 anni, ma di un'evidenza solare.

Quando giocavo a L'Aquila con l'amico Vemati, a poco più di 20 anni, facevo sempre la radiografia degli avversari, di solito dei più forti. Furio all'inizio si meravigliava, poi ascoltava. Non so ancora perché. A pensarci sembra una storia già scritta. Lascio il calcio, mi laureo, entro a Tuttosport, a fare quello che desideravo fin da quando avevo 10 anni. Sei anni e mi vogliono D.S. alla Lucchese. Due anni e non rinnovo il contratto. Sono senza lavoro prima di andare a Pistoia. Ho moglie e un figlio. Non mi sembra un comportamento normale. Poi ho fortuna. Le cose vanno bene. Le società ottengono quasi sempre risultati economici e tecnici. Nel frattempo mi trovo a operare alla Sampdoria e alla Fiorentina con proprietà ambiziose e a fare, o consigliare, acquisti da miliardi: Vierchowod, Mancini, Galia, Vialli, Berti, Baggio, Di Chiara, Diaz, ecc. ecc., senza dimenticare Van Basten, il cui preliminare di contratto ho incorniciato nello studio.

Domando ancora come sia stato possibile far spendere cifre importanti e trovare d'accordo sempre i datori di lavoro, a cui venivano prospettati, prima di ogni operazione, i pro e i contro. Aggiungo che gli obiettivi che mi prefiggevo venivano raggiunti, che sono sempre riuscito a cedere tutti quelli che dovevo e non ammettevo che ci fossero ostacoli alle decisioni. Sempre ponderate. La premessa per spiegare cose che ancora non riesco a spiegare. Da credente e praticante, viene da pensare di essere stato guidato. Non basta la fortuna. Chissà se un giorno incontrerò chi mi ha protetto durante il cammino? 

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