I consigliori di Totti

 di Claudio Nassi  articolo letto 58 volte
© foto di Federico Gaetano
I consigliori di Totti

La festa di Totti, qualcosa di inimmaginabile. Mai visto quello che ha regalato domenica sera l'"Olimpico" ai 65.000 presenti e alla moltitudine dei telespettatori. Detto questo, ci piace fare un'analisi di un miracolo: il secondo posto della Roma. Prima domanda: perché la Lazio arriva quinta con 17 punti di distacco e si dice che ha fatto un grande campionato, mentre della Roma non se ne parla? Non è per il fatto che il capitano è stato bistrattato o perché l'interesse maggiore era rivolto allo spallettismo e al tottismo? La cosa strana è che il capitano è un bravo ragazzo, con dei valori, di compagnia, sempre pronto alla battuta, ma non si rende conto che il tempo passa, che alla sua età ogni giorno è buono per avere un tracollo, che nello stretto e nelle partitelle può essere sempre super, ma il campo di calcio è un aeroporto.

E' stato un calciatore straordinario, senza avere né la personalità né il carisma del leader. Perché in Nazionale non è riuscito a imporsi come nella Roma? Perché alla presenza di altri numeri uno perdeva certezze. E a soffrire personalità più forti non è stato il solo. Perché non ha mai voluto lasciare i giallorossi? Ma l'ottavo re di Roma poteva abbandonare quella capitale che apprezzava le sue battute, dove il romanesco lo supportava e gli regalava ulteriore sicurezza, dove nessuno lo avrebbe messo in discussione e dove si sentiva invincibile? Alla fine la verità viene a galla e, al tirar delle somme, si evince che Totti è stato mal consigliato e che quello che definisco un secondo posto miracoloso lo raggiungi solo con uno spogliatoio di grandi professionisti. Non c'è altra spiegazione.

Se rivedo la settimana che portava a Roma - Genoa, che metteva in palio oltre 40 milioni e il secondo posto per una Champions League diretta, mi domando come sia stato possibile vincere. Se si permette alla squadra, al giovedì sera, di andare a cena alla "Pergola" per l'addio di Totti, cui si aggiunge un dopo cena in un locale fino a tarda notte, viene da non credere. Chi l'ha permesso? Se è stata la società, l'allenatore dove era? Bastava spostarla al lunedì. E questo dice tutto. Quando vedo entrare la squadra all'"Olimpico" con i figli in braccio penso a una gita fuori porta. Poi il gol al 90' di Perotti chiude la gara e dice che Spalletti è un uomo fortunato, perché la festa poteva finire in altro modo. E ora si arriva alla cartina di tornasole. Se Totti vuole bene alla Roma, come dice, dovrebbe accettare l'incredibile proposta di Pallotta e i 600.000 euro netti l'anno per sei anni da dirigente. Affiancare il D.S. Monchi, come già prospettato, e, in silenzio, imparare il mestiere, in attesa di assumere un giorno la responsabilità della parte tecnica che tanto gli piace. Ma i consigliori saranno d'accordo? O penseranno che Francesco sia sempre l'ottavo re di Roma e che entrare in punta di piedi non gli si addica?    

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