I ricchi scemi!

26.05.2019 10:58 di Claudio Nassi   Vedi letture
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I ricchi scemi!

In tutte le nostre società dovrebbe essere incorniciata una frase: "Alcuni vedono una società di calcio come una tigre feroce da uccidere, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com'è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante". E' di Winston Churchill, nell'occasione adattata al calcio. Nell'amata Italia i problemi dovrebbero essere superati. La ripresa è evidente, basta guardare al calcio. Se la Juventus è stata interessata a Guardiola, disposta a pagarlo 24 milioni netti l'anno, è un segnale. Dai 7,5 di Allegri si era pronti a triplicare l'ingaggio del tecnico. Che l'allenatore vinca le partite è da dimostrare. Non per i vecchi saggi, che volevano fosse il migliore quello che non faceva danni, né per Alfredo Di Stefano, se affermava che "... gli allenatori contano poco, l'importante è soprattutto il talento". Anche in tempi più recenti ho imparato da un mio capitano che in  campo vanno i calciatori. D'accordo, non dimentico quanto diceva al proposito il G.M. dei Chicago Bulls, Jerry Krause: "Non si è mai visto un fantino trasportare il cavallo oltre il traguardo, ma i piccoli aggiustamenti e le correzioni che fai guidando questa specie di grande macchina sono importanti".

Ristabilita l'incidenza del ruolo, rimane inspiegabile come il progresso abbia portato ad andare oltre misura. Perché dai 7,5 di Allegri si passa ai 6,5 di Ancelotti, ai 4 di Spalletti, fino ad arrivare a quelli che vanno da 1 a 3 milioni. Eccezioni escluse. Non solo si pagano cifre fuori da ogni logica, ma si fanno contratti pluriennali e, per esonerare Spalletti, l'Inter dovrà pagare 11 milioni di buonuscita. Così potrà avere Conte, con un ingaggio dai 27 ai 30 milioni netti per 3 anni. La stessa cosa dovrà fare il Milan se deciderà di sostituire Gattuso, che, dai 200mila euro o poco più che percepiva alla Primavera, fu portato da Fassone e Mirabelli a 2 milioni per non so quanti anni. Ma il club rossonero, che deve rispettare il fair-play UEFA, si permette di pagare 500mila euro al Presidente Scaroni, 4 milioni all'A.D. Gazidis, 3,5 a Leonardo e 1,9 a Maldini. E meno male che stavolta si parla di lordo. Devo riconoscere, comunque, che se uno è capace, come Simeone all'Atletico Madrid, che dal 2011 ad oggi ha risanato il bilancio e ottenuto grandi risultati, nonostante gli cedano ogni anno i migliori, è giusto che percepisca 24 milioni. Né mi permetto di contestare gli ingaggi multimilionari dei calciatori. Sono gli attori, quelli che vanno in campo, senza contare che, come dice Larry Bird, "... giocare distrugge il fisico".

Toccato un nervo scoperto del calcio, mi piace parlare di uno più importante, quello dei procuratori. Sono stato il primo, dal settembre 1982 a fine 1983. Conosco le dinamiche, la delicatezza e le difficoltà. I pericoli si rincorrono, ma una regolamentazione tarda a venire. Ricordo un'intervista rilasciata a SportWeek da Federico Pastorello: "Si guadagna bene, le regole non le facciamo noi. Sono i club che pagano. Seppoi ci fossero delle indicazioni diverse, dovremmo adeguarci. Non possiamo dire ai club che vogliono pagarci bene di darci meno". Ulteriore conferma che nel Belpaese la ripresa è in atto da tempo, se i presidenti allargano tanto facilmente i cordoni della borsa. Anche se non sarebbe male ricordare che in passato il Presidente del CONI Onesti li aveva definiti "ricchi scemi" e, purtroppo, non sono migliorati.       

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