Il centrocampo dell'Inter

 di Claudio Nassi  articolo letto 63 volte
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Il centrocampo dell'Inter

Sono sempre stato dell'avviso che il gioco del calcio è facile. D'accordo, si fa difficile con tutti quelli che ci ruotano attorno, fino a diventare sottile per chi riesce a capirlo, ma se si vuole che sia facile bisogna fare le cose semplici. Non so quanto si è scritto dell'Inter dall'inizio del campionato. Prima perché era arrivata in cima alla classifica, poi per una serie infinita di pareggi che mettono in dubbio anche il quarto posto, l'ultimo valido per la Champions League. Spalletti più volte ha detto di aver bisogno di un rincalzo in difesa e di un centrocampista offensivo di alto profilo, ma il problema, a mio avviso, nasce al momento di confezionare la squadra. Penso sempre che l'allenatore debba allenare, essere ascoltato, ma non andare oltre. Raramente è all'altezza del compito. Se si seguono le sue direttive si fa un buco nell'acqua.

Ed ora avanti con ordine. Credo sia indispensabile fare il conto del potenziale gol, dato da cui non si prescinde. Nel caso dell'Inter la quota minima doveva avvicinare i 70. Icardi, Perisic e Candreva le certezze. Assicuravano gol il primo e gol e assist gli altri. Nel preparare la squadra, come non vanno dimenticati gli specialisti sulle punizioni dirette da destra e sinistra, sui calci d'angolo e su rigore, si deve ricordare che le partite, come tutti sanno, si vincono a centrocampo. E in zona gol il contributo dei titolari, Borja Valero, Gagliardini e Vecino, è modesto. Credo una rete, rispettivamente, ogni 12, 16 e 13 gare, con Brozovic ogni 7 e Joao Mario, ceduto al mercato di riparazione, ogni 10. Quindi, marcato e raddoppiato Icardi e chiusi Perisic e Candreva, fare gol diventa un'impresa, nonostante il contributo inatteso di Skriniar e quello solito di Eder. Perciò non è un caso se l'Inter marca il passo. Non ha segreti per l'avversario e non rimane che fare i complimenti per l'avvio.

Così mi sembra strano che, escluse l'Atalanta, la Juventus e non so chi, si faccia fatica quando si affronta il Napoli, perché è ripetitivo. Koulibaly e Jorginho sono gli allenatori in campo, Hamsik quello che tocca più palloni e fa scorrere il gioco per la maggior parte, con Insigne, sulla sinistra. Poi attenzione ai cambi di fronte di Insigne per Callejon che, smarcato, chiude l'azione. Non dimentico Mertens, da marcare e raddoppiare. Se so tutto del nemico sarà più facile difendermi, come, se la tattica è giusta e i calciatori hanno mandato a memoria lo spartito, aumenteranno a dismisura le possibilità di portare a casa un risultato utile.    

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