Il Milan di Maldini e Boban

07.06.2019 09:48 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il Milan di Maldini e Boban

Mi devo ancora ricredere: il calcio è difficile. Più volte ho avuto dubbi. Un tempo chiesi a un andreottiano di ferro, Franco Cocco, responsabile del settore giovanile della Roma, se era più difficile il calcio o la politica. Rispose: "In politica arriva la coltellata alle spalle e sai da dove, nel calcio non lo sai mai". La breve introduzione perché non mi rendo conto di come si possa agire, anche ai più alti livelli, con superficialità. Abbiamo presidenti dalla Cina e dagli USA che non sanno quello che hanno fatto. Parlano di società, aziende, business, stadi di proprietà e così via, ma non vanno alla radice del problema. Se avessero guardato la storia del calcio si sarebbero resi conto che a vincere, e per vincere intendo instaurare un ciclo, sono stati i più grandi personaggi del Paese, dal nonno dell'Avvocato a Rizzoli, ad Angelo Moratti, all'Avvocato e Boniperti, a Berlusconi, a Massimo Moratti e Tronchetti Provera, fino ad arrivare a Andrea Agnelli. Se per caso non fosse sufficiente, basterebbe guardare a Spagna e Germania e scoprire che a vincere sono Real Madrid o Barcellona e Bayern Monaco. Ci sarà un motivo? Se il calcio è il gioco del potere e non sei nelle stanze che contano, vincerai quando il sergente Garcia catturerà Zorro.

Detto questo, e sottolineato il fatto che il Presidente del Torino, Cairo, novello Napoleone, decide di operare in prima persona sul mercato, vengo a Maldini, deus ex machina del Milan. Che sia stato un campione lo sanno tutti, che io conservi la maglia autografata dice la mia considerazione, ma sa, senza esperienza, a che cosa va incontro? Sarà sufficiente cercare una spalla per portare la società ai livelli del passato? Si parla di Tare D.S., certamente uno dei migliori, ma dietro ha Lotito. Qualcuno ha fatto il nome di Sartori, l'inventore del Chievo e uno degli artefici dell'Atalanta. Sarebbe ancora un banco di prova per l'ex milanista, anche se Gazidis non è Galliani, senza dimenticare Berlusconi. La stessa cosa si potrebbe dire per il ritorno di Braida. Eppoi Rui Costa. Dal Benfica al Milan ci sono differenze, nonostante conosca l'Italia. Rimane Boban, che vanta oltre un anno di esperienza come segretario della FIFA. A livello internazionale ottima scelta. A livello nazionale dovrebbe imparare, anche se ha dimostrato intelligenza. Usare la bilancina del farmacista è d'obbligo per ogni persona da inserire. Poche, preparate, unite e senza pruriti di protagonismo, potrebbero riuscire nell'impresa di tornare a un Milan competitivo. Bisognerà dormire un quarto d'ora per notte, ma con un occhio aperto e non dimenticare mai che solo un grande calciatore è stato un grande dirigente: Boniperti. Spero Maldini lo sappia. L'impegno certamente non mancherà. Gli auguro sia sufficiente. In bocca al lupo Paolo!   

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