Il silenzio? L'astuzia del saggio

07.10.2018 11:07 di Claudio Nassi  articolo letto 77 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Il silenzio? L'astuzia del saggio

Una volta telefonai a un mio ex presidente perché avevo letto pesanti critiche al suo indirizzo. Rispose: "Lasci stare. Se lo immagina i miei nemici che tutti i giorni sono costretti a leggere il nome e vedere la mia foto come si arrabbiano? Per avere un titolo a caratteri cubitali debbono andare in carcere o morire". Sapevo bene che un suo motto era "Chi pecora si fa, il lupo lo mangia". Non condividevo. Mi avevano indottrinato che quando sei nel calcio devi sempre tacere. Lo insegnava Confucio: "E' meglio stare zitti e dare l'impressione di essere scemi, piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio". Eppoi non sentivo mai parlare un designatore o un arbitro e, per chi ammirava e, allo stesso tempo, temeva la categoria, faceva testo. C'era ancora un proverbio intrigante: "Il silenzio è l'astuzia del saggio" e, pur non ritenendomi tale, portava vantaggi. Avevo notato che coloro che andavano sui giornali lasciavano trasparire idee e progetti e facilitavano il lavoro, mentre il silenzio degli altri era difficile da interpretare. Quindi con costanza, perseveranza e silenzio creavi così tanti problemi che riuscivi a centrare obiettivi impossibili.

La lunga premessa per andare controcorrente e far riflettere quelli che preferiscono giocare in attacco. Perché contestare il VAR? Chi di dovere sa perfettamente quando si è sbagliato. E' inutile sottolinearlo. Quando una società si lamenta per torti subiti, mostra la sua debolezza. Perché non ha parlato prima, conosciuta la designazione? Le cose, immediatamente, sarebbero andate a posto. Perché fare arrabbiare i vertici AIA e l'arbitro? State certi, nessuno dimenticherà. Eppoi per che cosa? Dimostrare ai tifosi che si sa fare la voce grossa e riscuotere consensi? Non farai l'interesse della società. Né aiuterà l'intervento del sindaco o dell'assessore allo sport che, da buoni politici, non andranno contro la piazza. Se qualcuno a Firenze pensasse che la critica all'operato di Mazzoleni a San Siro con l'Inter abbia portato vantaggi con Valeri, sbaglierebbe. Così come sbagliano l'allenatore e il Presidente dell'Atalanta al Franchi. Si parla nelle sedi deputate. Così dimostri a chi di dovere di aver capito, che è la cosa più importante, aiuti l'organizzazione, perché non calchi la mano sull'errore, e sai incassare in silenzio. Non è la virtù dei forti? Quando alla fine si tireranno le somme, non ci si pentirà. Idem per Chiesa e il rigore che decide la gara. Tutti conoscono il calciatore, il ragazzo e la famiglia. Non ha bisogno di difesa. Ogni altra parola è superflua. 

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