Il turnover? No a settembre!

 di Claudio Nassi  articolo letto 101 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il turnover? No a settembre!

Mi è stato rimproverato da un amico di essere stato ermetico nell'ultima Stazione di Sosta. Ho ringraziato per il giusto rilievo. Evidentemente non sono riuscito a suggerire ai vari opinionisti di guardare il calcio a 360 gradi, per raccontarlo al grande pubblico e spiegare quello che non tutti riescono a vedere.

Dopo aver chiesto scusa, mi piace soffermare lo sguardo sulle nostre squadre di Coppa e stavolta è il sottoscritto a non capire. Osservo il Napoli contro lo Shakhtar Donetsk e so che gli ucraini, dopo l'esperienza Lucescu, sono da prendere con le molle. Hanno da tempo scoperto il mercato sudamericano, col Brasile in testa, e, seguendo la politica dei clubs portoghesi, comprano a 5 e vendono a 30. La "rosa" attuale vede infatti 8 carioca, 2 argentini e, guarda caso, Paulo Fonseca, tecnico portoghese, in panca. Dalla premessa si evince che non vanno sottovalutati, ammesso che in Champions si possa sottovalutare qualcuno. Puntualmente Sarri esclude Mertens, il calciatore più importante, che ha segnato una caterva di gol e fatto dimenticare Higuain. Dirà per farlo riposare. Al D.S. del Napoli, Giuntoli, un toscano che non ho il piacere di conoscere, ma ritengo conosca il mestiere, devo rimproverare di non essere intervenuto perché il tecnico si ravvedesse. Parlare di turnover ai primi di settembre fa sorridere e, poiché sono i calciatori ad andare in campo e, quasi sempre, determinano i più bravi, Mertens deve giocare. Non a caso, come entra si assiste a un'altra partita.

La Lazio va in Olanda. Affronta il Vitesse, che occupa i piani alti della Eredivisie, e non schiera Immobile, Milinkovic-Savic e Lulic. Mi domando se esista un motivo e anche Simone Inzaghi, all'improvviso, diventa troppo bravo. Per fortuna, come entrano in campo quelli dai quali non si può prescindere, riesce a ribaltare il risultato. Quindi come si fa a non dar ragione a chi ritiene che gli allenatori si sentano gli artefici primi del successo, quando non sempre, ma spesso, sono quelli che possono far perdere la partita? Né sono piaciuti la formazione e l'atteggiamento della Juventus al Camp Nou; come continuo a stendere un velo pietoso sulla Nazionale che presenta, contro la Spagna al Bernabeu, 4 attaccanti e a centrocampo De Rossi e Verratti. Meno male c'è l'Atalanta che, dopo aver ceduto giovani a prezzi d'affezione, supera 3-0 l'Everton, giocando 45' da favola e creando problemi inattesi ai milionari di Liverpool.

Chiudo ricordando che, non a caso, abbiamo toccato il minimo storico con il 17° posto nel ranking mondiale e con le parole di Franco Carraro, uomo dalle mille cariche ed ex Presidente Federale: "Ho conosciuto tanti allenatori, ma il numero uno rimane Nereo Rocco, che ha rinverdito il mito di David e Golia. David stava lontano e con una fiondata abbatteva Golia. Se sei più debole stai coperto e approfitta del momento buono per colpire".   

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