Italo Galbiati

 di Claudio Nassi  articolo letto 134 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Italo Galbiati

Un amico della Gazzetta dello Sport, Alberto Cerruti, ha ricordato, nella rubrica "Tempi supplementari", che Italo Galbiati ha compiuto 80 anni. Ho letto con piacere il solito pezzo brillante e mi sono accorto di aver dimenticato nei miei divertissements Italo, che rientra tra i maestri di calcio. Anche perché, con i tempi che corrono, si parla solo di chi fa della comunicazione un'arte, quando capire di calcio è un'altra cosa. Per quel che mi riguarda, ho commesso l'errore di parlare di Mino Favini come dell'unico responsabile di settore giovanile che anteponeva la tecnica al resto. Mi era sfuggito Italo, anche perché aveva scelto un'altra strada, quella del "secondo", dopo una breve parentesi, nel '67/'68, alla Puteolana. Non so quanti calciatori debbano ringraziare per averli tenuti a fine allenamento a curare i fondamentali. Alberto ricorda che aveva promosso Battistini ed Evani in prima squadra, compagni del calciatore al quale è rimasto più affezionato, il grande Franco Baresi, che aveva conosciuto a 14 anni. Non tutti sanno che alla Juventus, a fine allenamento, Ibrahimovic chiedeva di rimanere ancora con Galbiati per migliorare e Italo, sempre brillante e simpatico come pochi, si divertiva a stimolarlo con una frase: "Tu bravo calciatore, ma a Van Basten porti la valigia". E non crediate che Boban, Savicevic, Batistuta, Raul o Beckham l'abbiano dimenticato.

Se però volete saperne di più, chiedete a Capello, che l'ha voluto vicino per 24 anni, dal Milan alla Roma, alla Juventus, al Real Madrid, e poi quando è passato alla guida della Nazionale inglese dal dicembre 2007 e, dal luglio del 2012, nella nuova avventura in Russia. Giocava a centrocampo. Due anni in B e quattro in A con il Lecco, prima di chiudere a Como. Come al solito, era portato a ragionare, abituato a giostrare nella zona nevralgica del campo dove, quasi sempre, si decide l'incontro. Non ha mai dato ombra, né amato mettersi in mostra. Poteva farlo, ma era troppo intelligente per non capire che il silenzio è d'oro e che le leggi non scritte del calcio sono più importanti di quelle scritte. Oggi il Presidente del Cimiano, Malavasi, gli ha affidato il ruolo di supervisore tecnico di 160 ragazzi dai 7 ai 14 anni e Italo non salta un allenamento. Chiudo con un grazie ad Alberto che l'ha ricordato e con le scuse a Galbiati per aver dimenticato uno dei pochi maestri in attività. "Buon compleanno!" Italo, anche se in ritardo.   

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