La proposta di Branchini

02.09.2018 11:59 di Claudio Nassi  articolo letto 50 volte
© foto di Emiliano Crespi
La proposta di Branchini

Dicono da sempre che per fare i soldi bisogna aumentare i ricavi, ma soprattutto tagliare i costi. Di tanto in tanto Lady Radio si sofferma ad analizzare i problemi e il tema "procuratori" è dei più importanti. Mi domando spesso perché i media diano loro tanto risalto, anche se capisco che sono fonti di notizie. Ma conoscono il lavoro del procuratore in tutte le sfaccettature? Non basta dire che le commissioni oscillano tra il 12 e il 13% e che, nel recente passato, in 32 casi sono salite del 100%, in operazioni oltre il milione. O ricordare che nella cessione di Pogba dalla Juventus al Manchester United Raiola ha incassato 49 milioni. O che sono stati pagati 4 milioni all'agente di Gabigol, acquistato per 30 dall'Inter e quasi mai utilizzato.

Potrebbero sembrare cifre record, ma assalgono dubbi se tale Giuseppe Riso sposta 16 calciatori nell'ultimo mercato e più di 200 milioni e se la Gestifute di Jorge Mendes, dopo aver portato Cancelo alla Juventus, André Gomes all'Everton, incassato 19 milioni per l'operazione Cristiano Ronaldo, ha raggiunto la Premier con il Wolverhampton, di cui è comproprietaria. Non dimentico altri italiani che vanno per la maggiore, da Bozzo a Lucci, a Federico Pastorello, Tinti, D'Amico, Berti, Moggi, Galli e Lippi, né, in un mondo globalizzato, la scuderia inglese di Barnett, Peter Kenyon, la holding tedesca Rogon, lo spagnolo Quilon, il duo Ramadani e Kia Joorabchian, oltre alla pletora dei sudamericani.

Poi Giovanni Branchini, un punto di riferimento per essere riuscito ad acquistare un'autorevolezza che altri non hanno. Il procuratore milanese, curati i rinnovi di Cutrone col Milan, Sirigu col Torino, Ogbonna col West Ham e Fernandinho col Manchester City, dicono sia in contatto con la FIFA per la riforma della categoria. Mi chiedo che cosa ci sia da riformare e spiego perché. I nomi che ho fatto non hanno bisogno di operare in modo poco chiaro. Il problema è rappresentato da una moltitudine che, pur di guadagnare, è pronta a tutto, fino ad alterare i campionati. E' per questo che la riforma è indispensabile: per una voce insostenibile nei bilanci e, soprattutto, per la regolarità. Se ogni agente non potesse avere più di un calciatore per società, non più di 10 per categoria e il divieto di consorziarsi, avrebbe da vivere da nababbo. Ecco una proposta per Branchini, ma, pur conoscendo il lavoro in tutti i suoi risvolti, farà in modo che tutto cambi perché nulla cambi.

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