Lady Radio spesso indovina

 di Claudio Nassi  articolo letto 22 volte
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Lady Radio spesso indovina

Alle volte il calcio è così sottile che per scoprire la verità chiede tempo: una settimana, un mese, un anno e spesso lascia nel dubbio. Di solito riguarda decisioni assunte sul rettangolo di gioco, al momento inspiegabili, o sentenze pilotate, dove chi lancia il sasso nasconde la mano. Se qualcuno pensasse anche a Calciopoli non sbaglierebbe. Mercoledì sul Corriere della Sera, nell'intervista all'ex Presidente della FIFA Blatter, si legge come si è arrivati al suo defenestramento e a quello del Presidente dell'UEFA Platini. Quando Lady Radio si permise di tirare in ballo l'FBI, più di uno si domandò com'era possibile, ma un filo logico legava il Presidente uccellato del calcio USA ai Mondiali del 2018 e 2022 assegnati a Russia e Qatar. Sono certo che qualcuno parlò di fantapolitica e ripeté: "la solita dietrologia!", mentre l'FBI e gli inglesi scoperchiarono la pentola. Anche la consulenza milionaria pagata con anni di ritardo da Blatter a Platini trovò risposta nell'incontro dell'ex juventino con l'allora Presidente francese Sarkozy, che, per fare affari con l'Emiro, lo invitò a votare Qatar.

Lady Radio continua a illuminarsi d'immenso e non ha mai sposato la campagna acquisti del Milan, che riscuoteva consensi da tutti, anche se lo scudetto d'agosto non è quello di maggio. In seguito al gioco e ai risultati altri si sono accodati e una conferma si ha anche da un'intervista di Shevchenko, oggi C.T. dell'Ucraina, ma con il Milan e l'Italia nel cuore: "Sul mercato avrei preso solo 3/4 titolari, ma di grande valore". Cosa che avrebbero fatto anche altri operatori.

Ed eccoci al Napoli, all'ottava squadra a vincere le prime 7 partite nella storia del campionato, che 5 volte su 7 ha vinto lo scudetto. I peana si sprecano: gioca un calcio che ha pochi eguali, ha collezionato 12 vittorie consecutive, 5 nel 2016/2017 e 7 attuali, e 19 risultati utili consecutivi, sommati ai 7 di questo inizio. A conferma di chi gli assegna già lo scudetto, si ricorda che nel girone di ritorno dello scorso torneo ha conquistato 48 punti, 4 in più della Juventus, che con i 2 odierni fanno 6. Inoltre 25 gol in 7 partite e un Hamsik ritrovato e a un gol da Maradona parlano di record battuti o prossimi a esserlo. Per non dire di Sarri che, al contrario di altri, rimane legato a due assiomi: squadra che vince non si tocca e i migliori devono giocare. Eppoi i confronti con le capoliste straniere: gli stessi punti del Barcellona, ma 5 reti subite come il PSG, 3 più dei catalani, del Borussia Dortmund e dei due Manchester. Forse l'unico campanello d'allarme, se è vero che l'attacco fa vendere i biglietti e la difesa vincere i campionati. C'è una cosa ancora che lascia dubbi e che abbiamo messo in evidenza: fa sempre le stesse cose. Jorginho, l'allenatore in campo, è il passaggio obbligato, Koulibaly è il regista difensivo e quello che, forse, tocca più palloni dopo il brasiliano. A sinistra, sull'asse Insigne-Hamsik, si svolge la più parte del gioco, due che portano gol e assist. Soprattutto il primo, con improvvisi cambi di fronte, trova Callejon pronto a chiudere. Una squadra con qualche buon calciatore, tanti ottimi e un fuoriclasse: Mertens. Ma è un film già visto e, se sei monocorde, prima o poi anche l'ultimo degli allenatori troverà il passepartout. A meno che, a forza di parlare di numeri e schemi, si sia dimenticato che il calcio è anche un gioco tattico.    

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