Modric e Griezmann

13.12.2018 11:08 di Claudio Nassi  articolo letto 53 volte
© foto di Imago/Image Sport
Modric e Griezmann

Ci sono tre premi: il "Player of the year UEFA", che incorona Modric, il "Best FIFA" e il "Pallone d'Oro". Il secondo viene assegnato da giornalisti, C.T., capitani e tifosi per quanto fatto da settembre a settembre; il terzo ha una giuria di giornalisti e si riferisce all'anno solare. Superfluo aggiungere che il più importante è l'ultimo, vinto ancora da Modric. Dal momento che France Football ha commesso un'imperdonabile dimenticanza, colgo l'occasione per far conoscere il voto di Lady Radio.

Detto che la cosa più importante nel calcio rimane il gol e che Messi e Cristiano Ronaldo, indipendentemente dal fatto che si siano spartiti equamente il premio nell'ultimo decennio, rimangono il numero uno e due, mi permetto di prendere in esame Modric e Griezmann. Il primo, trentatreenne di Zara, è un centrocampista immarcabile, capitano della Croazia vicecampione del mondo, colonna del Real Madrid, con cui ha vinto l'incredibile, per non parlare dei successi all'inizio con la Dinamo Zagabria. Chi ama l'analisi scopre che nei 4 anni al Real, in 276 presenze, mette a segno 13 gol e con la Croazia, in 118 partite, 14. Colpiscono due sue frasi. La prima, dopo aver fatto esperienza a Mostar: "Se qualcuno è in grado di giocare nel campionato bosniaco, può giocare ovunque". La seconda: "Nel calcio i gol non sono tutto". Per essere il Johann Cruyff croato, come viene chiamato, gli mancano certamente i gol dell'olandese, ma rimane un tuttocampista che, al momento, non ha l'eguale. 

Fin troppo facile capire che Stazione di Sosta avrebbe votato Antoine Griezmann, ventisettenne attaccante dell'Atletico Madrid, vicecampione d'Europa nel 2016 e campione del mondo nel 2018. Lo definisco un attaccante a tutto campo, altro immarcabile. Dalla sua vanta 431 partite e 171 gol, se si contano quelle del Real Sociedad e dell'Atletico. Coi colchoneros, però, va oltre, se in 229 gare segna 119 reti, una ogni 173', senza dimenticare gli assist. Ricordo che al Mondiale determina all'ottavo di finale con l'Argentina con un rigore, nel quarto con l'Uruguay assist a Varane e gol, in semifinale col Belgio assist a Umtiti e in finale con la Croazia si supera, con un pallone avvelenato che porta all'autorete di Mandzukic, un rigore e ancora un assist a Pogba per il 3-1. Se questo è il suo anno d'oro, nel 2017/18 è il miglior calciatore dell'Europa League, che vince con l'Atletico Madrid.

Ma c'è un'ultima considerazione che taglia la testa al toro. Se all'allenatore Simeone fosse posto un aut aut, Modric o Griezmann, sceglierebbe il francese. So bene che, perché rimanesse, gli ha fatto dare 14 milioni netti, come nessuno, come so che l'età è dalla sua, ma sono i gol a far pendere i piatti della bilancia, perché, al di là di quanto dice Modric, non conosco altro modo per vincere che buttarla dentro. E chi fa gol è sacro.      

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