Pioli, Allegri e la statistica

 di Claudio Nassi  articolo letto 52 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Pioli, Allegri e la statistica

Non ho mai voluto conoscere la formazione delle mie squadre prima delle partite, ma ho sempre dato agli allenatori le notizie sull'avversario che potevano dare vantaggi. Non mi interessava sapere, come altri, quante volte scendeva il fluidificante mancino sulla fascia e similia, ma chi segnava, chi serviva gli assist, come venivano sfruttate le palle inattive, se c'erano il regista, da marcare e attaccare, e l'incontrista che recuperava troppi palloni. Non andavo oltre. Avevo imparato che ai calciatori il tecnico deve trasmettere l'essenziale. Partivo da un convincimento radicato, tanto da fare un annuario tecnico-statistico di 1.300 pagine, Tuttocalcio, dove si esaltavano quelli che avevano il gol facile, l'unica cosa che non si può insegnare. L'avevo confezionato per spiegare, grazie ai numeri, che le partite non le vince lo schema, come troppi credono. Gli schemi vanno bene sulle palle inattive, poi lasciate ai calciatori la possibilità di esprimere qualità e fantasia.

Se passo agli esempi e analizzo le partite della sedicesima giornata, spiego ai miei tre lettori che cosa avrei fatto trovare a Pioli e Allegri che si apprestano ad affrontare Napoli e Inter. Niente che non sappiano, ma repetita iuvant, perché i tecnici vanno aiutati a correggere atteggiamenti e a rivedere posizioni. Do per scontato che le società non abbiano perso la battaglia per la designazione. Pioli, visto lo score, sa che è meglio affrontare il Napoli al S. Paolo. Fa due conti e si accorge che il 55% dei gol viene da Mertens (10), Callejon (5) e Insigne (4), che Jorginho è il passaggio obbligato, Koulibaly il punto di riferimento della difesa, che il maggior numero di palloni lo giocano l'italo-brasiliano e Hamsik, che il 75% della manovra si sviluppa sulla fascia sinistra, che, se ci fosse Insigne, bisognerebbe fare attenzione ai cambi di fronte che portano al gol di Callejon, che Insigne, se gioca, e Hamsik hanno l'assist facile e Mertens va marcato e raddoppiato. Poi gli suggerirei di vedere tre cassette: Napoli - Atalanta 0-1 dello scorso campionato, Napoli - Inter 0-0 e Napoli - Juventus 0-1 dell'attuale. Molti allenatori pensano che se la squadra segue gli schemi provati e riprovati non si deve preoccupare dell'avversario, dimenticando due cose: la prima che ogni partita è diversa dall'altra e la seconda che i calciatori non sono tutti uguali.

Ad Allegri ricorderei che il 50% dei gol dell'Inter lo segna Icardi e che si sale al 70 se ai 16 si aggiungono i 7 di Perisic. Quindi di curare in modo particolare gli esterni e soprattutto Candreva, l'ala che fa più cross di tutti da anni in campionato e regala tanti gol. Non credo sia cosa da poco per un tecnico sapere che il 70% del potenziale offensivo della capolista è concentrato in due uomini e un assist-man. Se aggiungo che i 3 gol realizzati da Skriniar su palla inattiva parlano di un ulteriore pericolo e i centrocampisti titolari, Borja Valero, Vecino e Gagliardini, non hanno molta familiarità col gol, non è un ulteriore vantaggio? D'accordo, niente di nuovo, solo che ogni squadra ha punti di forza e lati deboli e chi ha più notizie e le sa sfruttare ha messo, prima di giocare, fieno in cascina.  

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