Rabiot e la Juventus

15.09.2019 10:28 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Rabiot e la Juventus

Fra le tante mode che sposa il calcio c'è quella degli acquisti a costo zero. All'inizio credevo non fosse male. A dire il vero avevo anticipato la concorrenza quando, nell''85, presi Bonetti alla Fiorentina, un anno prima che scadesse il contratto con la Roma. Preparando in anticipo la squadra che nell''86/'87 avrebbe dovuto lottare per lo scudetto, la prima scelta era stato Dario, classe '61, da S. Zeno Naviglio, in provincia di Brescia. La Fiorentina pagò una cifra al calciatore, che interruppe il rapporto coi giallorossi. A Firenze non giocò, perché, con l'arrivo di Berlusconi al Milan, Galliani acquistò Massaro e Galli e Liedholm, che l'aveva avuto alla Roma, volle a tutti i costi riprenderlo. Peccato, ma il Conte Pontello, incassati 13 miliardi, non poté dire di no. Era stata una trattativa con modico esborso e quindi la legge Bosman veniva aggirata, dimostrando che si potevano fare affari muovendosi in anticipo. Col tempo si è abusato con quelli che le società portavano a scadenza di contratto. Talvolta si è assistito a errori incredibili, come Pogba che, a 18 anni, nel 2011, il Manchester United si vide portar via dalla Juventus per un tozzo di pane. Senz'altro l'operazione migliore di Marotta e la peggiore di Ferguson.

A questo punto è giusto porsi qualche domanda. Perché un club, per lo più titolato, non rinnova il contratto al calciatore? Ci sono dirigenti tanto sprovveduti da perdere a zero i migliori? Potrà capitare per incomprensioni o rotture insanabili, ma sono le eccezioni che confermano la regola. Aggiungo casi in cui l'acquirente parte in anticipo (diciamo 2 anni?) e, con l'aiuto della moglie, la compagna, i genitori o l'agente, raggiunge l'obiettivo, ma si contano sulle dita di una mano. Allora come si spiegano? Evidentemente le società hanno deciso di non continuare il rapporto perché qualcosa stecca. Chi interviene deve porsi la domanda, a meno che ritenga di essere l'unico furbo. E qui casca l'asino. Seppoi si crede di aver trovato la gallina dalle uova d'oro, ci si accorge che non è così. Prendiamo la Juventus e l'operazione Rabiot, centrocampista del PSG. Dieci milioni è la commissione per la madre agente. L'ingaggio è di 7 milioni netti l'anno, più 2 di bonus, per 5 anni. Totale 55 milioni. Se si decide di cederlo perché le prestazioni non sono quelle sperate, la Juventus dovrà accontentarsi dell'offerta, oltre a contribuire a pagare un ingaggio che poche società possono permettersi. Per questo le operazioni a costo zero vanno pesate con la bilancina del farmacista. Trovarsi a transare per liberarsi del calciatore è un'ipotesi da prendere in considerazione e non sempre i pro sono superiori ai contro. 

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