Rocchi e Busquets

12.04.2019 11:08 di Claudio Nassi   Vedi letture
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Rocchi e Busquets

Corre il 50° minuto all'Old Trafford, nella sfida tra Manchester United e Barcellona, e Busquets fa un fallo di mano. Dal momento che era stato già ammonito, doveva scattare l'espulsione. L'arbitro Rocchi, un numero uno, fa finta di non vedere e il gioco continua. Sotto per 1-0, il Manchester avrebbe giocato i restanti 40' in undici contro dieci e l'uscita di uno dei calciatori più importanti, frangiflutti principe e facitore di gioco sopraffino, avrebbe creato problemi. Sarebbe cambiato il risultato? Non so, ma Messi e compagni in dieci, in trasferta, contro una squadra spinta dal pubblico amico, avrebbero dovuto superarsi. Leggendo i giornali non ho trovato notizia del fallo di mano, quasi fosse ininfluente e non determinante.

Nel mio modo, evidentemente distorto, di vedere il calcio, non mi erano sfuggite le designazioni dell'andata dei quarti di finale della Champions. Massime garanzie per il Barca con Rocchi, idem per il Manchester City con Kuipers e per il Porto con Mateu Lahoz. L'unico dubbio l'avevo sullo spagnolo Del Cerro Grande, con poche presenze, ma concedevo piena fiducia a Rosetti, sempre in difficoltà, da italiano e torinese, al momento di designare per la Juventus. Alla fine tutto come da copione e segnali evidenti che i padroni di casa difficilmente avranno le stesse garanzie al ritorno. Perché meravigliarsi, se il calcio è il gioco del potere? Chi capisce sa anche che i danni si possono limitare con un lavoro quotidiano, certosino e intelligente, se mi passate un aggettivo demodé.

Noto, purtroppo, che non si capisce ciò che è evidente. Se il Milan contesta la direzione di Fabbri per la partita con la Juventus, è certo che, con Berlusconi e Galliani sulla plancia di comando, avrebbe lamentato danni? Ne dubito. Ecco perché non ho mai capito la grancassa su Calciopoli, quando il tutto era di una semplicità estrema: bastava cambiare due norme del Regolamento dell'AIA. Ma quando il fiorentino Mazzini era Vicepresidente della FIGC e il livornese Bergamo designatore, la Toscana non aveva 4 squadre (Fiorentina, Livorno, Siena e Empoli) in Serie A? Bisognava parlare di Toscanopoli e non che la sola presenza era garanzia per non subire torto alcuno dai fischietti? E la società provinciale di Serie A che ha avuto 6 internazionali in trasferta non deve essere messa all'indice? Domandatevi sempre perché non c'è ancora il tempo effettivo e avrete risposta. Il calcio, al contrario di quanti si ostinano a parlare con i numeri, 4-3-3 ecc. ecc., è anche altro, che, forse, ha un'importanza maggiore.  

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