Sono tutti sceicchi!

 di Claudio Nassi  articolo letto 74 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Sono tutti sceicchi!

Nei miei ultimi divertissements avevo detto che, con i tempi che corrono, era difficile trovare calciatori, non eccezionali, a meno di 10 milioni di euro, cosa che non sta né in cielo né in terra, dal momento che le società fanno fatica a chiudere i bilanci, nonostante mille artifizi. Eppure è il mercato a determinare, nella maggior parte dei casi, la salute di un club. Quando il rapporto di fine maggio della FIGC, sviluppato in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerca E Legislazione) e PWC (Price-Waterhouse Cooper), denuncia per la stagione 2015/16 una perdita di 372 milioni di euro, si fanno i salti di gioia. Spiegano che si è ridotto il deficit di oltre il 30% rispetto ai 536 milioni del campionato precedente. Ma la cosa più grave è che la Serie A continua a perdere 250 milioni, nonostante i contributi determinanti di "mamma tv". Basta fare due conti e la B e la Lega Pro debbono ripianare i restanti 122, che non sono pochi. Senza contare che negli anni precedenti erano il doppio e forse più. In un ambiente dove si continua a guardare i fatturati dei due Manchester, di Real, Barcellona, Chelsea, PSG e Bayern Monaco e una media ingaggi che va dai 4,82 milioni ai 6,69, non si prendono in esame le big dell'America Latina, che hanno numeri ben diversi e se le incontri magari perdi. Purtroppo bisognerebbe ragionare in altro modo e ricordare che, se è giusto cercare di aumentare i ricavi, ancor più giusto è tagliare i costi. Dall'Argentina, dal Brasile e soprattutto dall'Uruguay si dovrebbe imparare a fare i conti.

Detto che i prezzi dei calciatori nel Vecchio Continente sono scandalosi, come le percentuali dei procuratori, ho imparato che anche gli stipendi dei nostri Allievi e dei Primavera hanno dell'incredibile. Se fosse vero quanto asseriva un addetto ai lavori, dovrei convenire che il deficit di 372 milioni del 2015/16 è contenuto. Infatti giura che in molte società gli Allievi, a 15/16 anni, hanno contratti triennali da 40 e 50mila euro l'anno netti, più vitto e alloggio. Viene facile pensare che al compimento dei 18 anni, quando si troveranno a firmare il secondo contratto, pretenderanno 200mila euro e passa. Come l'attaccante 19enne della Roma Tumminello, che ne percepisce 220, rigorosamente netti. Per non parlare del portiere della Primavera dell'Inter, Radu, a quota 550, o del 18enne centravanti Pinamonti a 650. Se penso che il tetto del Frosinone in A era di 300mila euro, del Carpi 550, dell'Empoli 350, ad eccezione di Saponara, e che l'Atalanta dava a Conti 90mila e a Caldara 700, si allarga il cuore: il calcio si può fare anche in altro modo. 

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