Spendere con giudizio!

 di Claudio Nassi  articolo letto 214 volte
Spendere con giudizio!

Non ho ancora capito se i toni siano trionfalistici, ma il fatto di aver sfondato il miliardo nella campagna acquisti pare sappia di impresa. D'accordo, la Premier League rimane di un altro pianeta, perché l'anno scorso aveva toccato quota 1,3 miliardi e oggi è andata oltre, ma alla fine siamo secondi, con la Liga che supera i 600 milioni, penalizzata dall'immobilismo di Real e Atletico Madrid, e la Bundesliga che, ancora una volta, insegna a fare calcio. Pensate che nel 2014 si investivano 335 milioni, oggi 1.037. Mi sembra di sognare, come tutti quelli che, increduli, domandano se le cifre che leggono siano vere. Magari dimenticano che a questi numeri vanno aggiunti le commissioni degli agenti e gli ingaggi, che, al lordo, portano la spesa a cifre incredibili. Gli addetti ai lavori rispondono che non ci si può fare nulla, perché sono le leggi del mercato.

E' vero che sono figlio di un altro calcio, ma ho la cattiva abitudine di fare il cambio dall'euro alla lira e quando vedo che un calciatore non eccezionale viene pagato 20 milioni, che sfiorano i 40 miliardi, mi chiedo come sia possibile. Non so quante siano le società che toccano 1 milione netto a partita e spendere l'incasso di un anno per un elemento è un'esagerazione. Perciò bisognerebbe capire l'importanza del settore giovanile, che permette di costruire in casa portieri, difensori e centrocampisti di quantità. Non importa scoprire che cosa ha incassato l'Atalanta per rendersene conto o vedere come Empoli, cittadina di 40mila abitanti, riesca a vivere tra A e B. Purtroppo ci si compiace nel dire che 9 clubs italiani hanno messo a segno il colpo più costoso della loro storia. Così dai 42 milioni della Roma per Schick si passa ai 20 del Torino per Niang, ai 17 della Sampdoria per Zapata, ai 13 dell'Atalanta per De Roon, agli oltre 10 del Cagliari per Pavoletti, ai 5 e passa del Benevento per Iemmello, ai 4 della Spal per Paloschi e così via.

Ma la cosa che fa riflettere sono i 228 spesi dai cinesi per rifondare il Milan. Oggi i rossoneri hanno vinto lo scudetto del mercato e il popolo è in delirio, ma se qualcuno domanda come si possano spendere tanti soldi, non so chi potrà dargli risposta. Dicono sia stato chiesto un prestito di 300 milioni a un fondo americano, da rimborsare con interessi all'11%. Invitano comunque a star tranquilli, perché se gli attuali proprietari non faranno fronte agli impegni, il club passerà al fondo, che provvederà a trovare acquirenti. Inutile ripetere che le spese folli non portano da alcuna parte, che i bilanci non devono andare in rosso, che i presidenti non possono circondarsi di venditori di fumo, ecc. ecc., perché nel calcio tutti sanno tutto e, quando ti permetti di obiettare, ti guardano come fossi un alieno, abituati a difendersi dietro una frase fatta, "Il calcio è opinabile", anche se, nel momento stesso in cui la pronunciano, sanno che non è vero.   

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