Suarez e Burgnich

16.03.2018 13:58 di Claudio Nassi  articolo letto 88 volte
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Suarez e Burgnich

Quando nei giorni scorsi si è festeggiato l'anniversario dei 110 anni dell'Inter, sono stati proposti per la Hall of Fame i tre migliori calciatori per ruolo: portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti. E' chiaro che si può discutere su più di uno. Trovarsi d'accordo nel calcio non è semplice, ma quando non ho visto Luis Suarez e Burgnich mi sono chiesto se fosse possibile.

Parlare del primo è la cosa più facile. Rimane ancora l'unico spagnolo ad aver vinto il Pallone d'Oro, escluso l'oriundo Di Stefano. Ha un palmares da far invidia: 2 campionati, Coppa nazionale e Coppa delle Fiere col Barcellona, 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Intercontinentali con l'Inter. Mi piace ricordare lo scudetto mancato e fin troppo discusso nello spareggio col Bologna nel '64 e la finale di Coppa Campioni persa a Lisbona 1-0 contro il Celtic, per la quale i compagni continuano a dire: "Solo perché mancava l'infortunato Suarez". Conta 523 presenze e 130 reti. Attenzione: si parla di un regista, anche se il migliore degli ultimi 60 anni! Un particolare: ricordo quando, sul rinvio del portiere avversario, impattava il pallone al volo di collo piede, col destro o col sinistro, e serviva l'attaccante anche a 40 metri, gesto tecnico di una difficoltà senza pari. La cifra folle di 300 milioni, pagata nel '61 dall'Inter al Barcellona, permise al club catalano di costruire un nuovo anello al Camp Nou. Inoltre è campione d'Europa con la Spagna nel '64.

A Tarcisio Burgnich so che il Mago Herrera, prima di ogni partita, diceva: "Sei il primo, il più aggressivo, trasmetti subito ai compagni quello che voglio". Vince 5 scudetti, con la Juventus nel '60/'61 e 4 con l'Inter, oltre a 2 Coppe Campioni e 2 Intercontinentali. Chiude la carriera a Napoli, dove si aggiudica la Coppa Italia che mancava e la Coppa Italo-Inglese. A tutto va aggiunto che è campione d'Europa nel '68 e vicecampione del Mondo nel '70. Lo ritengo uno dei marcatori più forti in assoluto, se non il più forte, ma finisce per stupire anche per i miglioramenti fatti sul piano tecnico, come dimostra da libero nel Napoli di Vinicio. Lo accomuna a Suarez il difetto di non essere un grande comunicatore, ma non riconoscere il valore dei due lascia di sale.

La cosa mi ricorda Franco Baresi. Avete mai sentito dire, esclusi Di Stefano e Valdano, che è stato il miglior calciatore italiano? Eppure nessuno lo valeva in chiusura. Quanti gol avrà salvato nelle oltre 600 partite disputate? Diciamo mille? E non vale un attaccante che ne ha fatti altrettanti? Quanti ce ne sono? Due al mondo: Pelé e Romario! Per questo mi permetto di far notare che, non avendo visto Meazza, Ronaldo non si discute. Per adesso con lui sono entrati Zenga, Zanetti e Matthaus, mentre Pagliuca, Toldo, Bergomi, Stankovic e Altobelli sono in lista d'attesa. Ma questi ultimi, per quanto bravi, sono dei numeri uno? Ecco perché Lady Radio, certamente non sola, invita a correggere il tiro e a ricordarsi, nel frattempo, di Suarez e Burgnich. Non è mai troppo tardi.

   

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