Troppe Juventus

18.04.2019 11:48 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Troppe Juventus

Allegri è certamente uno dei migliori allenatori. Magari ha vinto troppo e questo non è sempre un vantaggio, perché, oltre a stipulare contratti fuori da ogni logica, porta ad essere ricco e a credersi infallibile. D'altro canto siamo uomini, quindi umani, perciò soggetti a sbagliare. Quando sento Nedved dire che la Juventus è entrata in campo con 30 formazioni diverse, mi chiedo se sia la cosa giusta. Ricordo ancora le grandi squadre del passato, da Combi, Rosetta, Caligaris a Bacigalupo, Ballarin, Maroso, a Gilmar, Djalma Santos, Nilton Santos, a Sarti, Burgnich, Facchetti, a Zoff, Gentile, Cabrini e così via, ma non la Juventus di Allegri. Non credo sia facile assemblare una squadra e lubrificare gli automatismi per fare in modo che i calciatori si trovino a occhi chiusi. Era scontato che Allegri potesse sbizzarrirsi nel campionato italiano, facendo ruotare la rosa, ma in Champions la musica sarebbe cambiata e avrebbe pagato dazio. Perché, ad esempio, il Barcellona presenta lo stesso undici, con al massimo poche varianti: Dembélé, Vidal, Sergi Roberto e Lenglet? Sembra una cosa talmente ovvia da non credere.

E' l'ennesima riprova che l'allenatore va supportato e che la dote migliore dovrebbe essere, come voleva Boniperti, l'ubbidienza. E' troppo difficile il compito per non avere un confronto quotidiano con chi aiuta a risolvere dubbi, a commentare l'oggi e a programmare il domani. D'accordo, qualcuno potrebbe dire che mancavano Chiellini e Mandzukic, ma l'errore di fondo rimane. I calciatori non sono pedine e il calcio non è la dama. Si può dissertare su tante cose, specie dopo l'eliminazione da parte dell'Ajax, ma questa, a mio avviso, è la principale. La tattica, la preparazione e i troppi infortuni muscolari vengono portati avanti quando si perde, ma, anche se non vanno sottovalutati, il problema rimane a monte.

Non aveva avuto fortuna la Vecchia Signora nei sorteggi. L'Atletico Madrid era un avversario ostico, con una difesa delle più forti e la finale da disputare nello stadio di casa, e l'Ajax era quello che tutti avrebbero evitato volentieri, per l'imprevedibilità dei tanti giovani di valore e la crescita esponenziale. E' stato un ostacolo troppo alto, quando i benpensanti speravano in una finale Juve - Barca, dove, con Cristiano Ronaldo e Messi, si sarebbe assistito al più grande spot per il calcio.

Purtroppo non è stato così e un appunto va fatto anche alla società. Se Del Cerro Grande non era stata la designazione migliore all'andata, quella di Turpin al ritorno ha fatto il paio. A me sembra di vedere in Rosetti Ponzio Pilato, per la gioia del Presidente UEFA Ceferin, ma non di Andrea Agnelli che, se fosse stato ben consigliato, avrebbe dovuto portare correttivi preventivi in entrambi i casi.  

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