Villanueva e il Real Madrid

 di Claudio Nassi  articolo letto 28 volte
© foto di Alterphotos/Image Sport
Villanueva e il Real Madrid

Desidero continuare a raccontare cose alle quali la maggior parte della gente non crede. A dire il vero avrei il divieto da parte di un amico, che non smette di ripetere: "Non toccare certi tasti, altrimenti lo capiranno tutti". Non sono d'accordo, anche perché, scioccamente, ho la pretesa di aiutare chi ancora si diletta a parlare del sesso degli angeli. So di non dire niente di nuovo. Riporto solo alcuni insegnamenti di chi ne sapeva molto più di me. E' altrettanto vero che certi concetti li ho approfonditi, per avere risposte più precise. Quindi rimango dell'avviso che chi capisce di calcio non può prescindere dal saper leggere le designazioni. Mi è capitato di vedere le statistiche custodite gelosamente nel cassetto della scrivania da un ex arbitro, che confrontava settimanalmente. Sapeva bene, per la delicatezza del compito, di non poter trascurare particolare alcuno. Facevo la stessa cosa quando lavoravo nel calcio. Poi ho riportato il tutto in un annuario tecnico-statistico, Tuttocalcio, dove si evinceva se il direttore di gara era casalingo o da trasferta e i cambiamenti, se c'erano stati, nei comportamenti, dopo ogni promozione.

Detto questo, vorrei sapere quale spiegazione si deve dare alla designazione di Iglesias Villanueva per Real Sociedad - Real Madrid, finita 1-3, dal momento che aveva diretto i blancos 14 volte. Il risultato? 12 vittorie e 2 pareggi. Filippo Maria Ricci, giornalista della "rosea", gli dà 4,5 e fotografa così il gol del vantaggio degli ospiti: "Il tiro di Rodriguez, terzino dei padroni di casa, colpisce la traversa e da lì parte il contropiede, viziato da un fallo di Mayoral su Diego Llorente, che il pessimo Villanueva non vede". Un caso? Forse. Da noi pare esista il record di un direttore di gara del passato che ha arbitrato 34 volte una grande del campionato con 27 vittorie. E' ancora un caso? Forse. Se Genoa - Lazio è diretta da Orsato, il migliore dei nostri fischietti con Rocchi, e non uno dei tanti, fa riflettere. La partita era di tale importanza da meritarlo? Ho più di un dubbio. Un altro caso? Ma quando il presidente si chiama Lotito, uno che ha capito tutto, forse il più bravo del lotto, so che si pretende rispetto e massima considerazione.

Ricordo un Foggia - Fiorentina, quando telefonai a Piaceri, allora secondo di Agroppi, per suggerirgli di far risparmiare i soldi della trasferta alla società, perché una designazione sbagliata, in un campo difficile, era il peggiore dei segnali. La viola perse 1-0 e si vide annullare il gol del pari. Un caso? Non sorgono dubbi? Eppoi tre indizi, meglio quattro, non fanno una prova? Anche nel calcio a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Potrei continuare, nella speranza che si analizzi questo gioco con maggior attenzione, perché non è solo 4-3-3, 3-5-2, 4-2-3-1 o 4-1-4-1, ma ben altro.   

© 2017 Stazione di sosta