Zaniolo

24.01.2019 12:42 di Claudio Nassi   Vedi letture
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Zaniolo

Alex Ferguson diceva: "Deve essere fantastico scoprire qualcuno e sapere che prenderlo sarà un affare". Viene da pensare a una battuta, dal momento che quella sensazione l'ha vissuta più volte. Diceva Fabio Capello: "Si possono sbagliare gli acquisti ma non le cessioni. Vorrebbe dire non capire che cosa hai in casa". Diceva Boscia Tanjevic: "Il talento è come una gamba più corta, lo noti al primo sguardo". Diceva Jorge Valdano: "L'intuizione è un'esclusiva individuale. Da qui la diversità degli assi. La loro unicità". Diceva un vecchio saggio: "Tre cose non si possono imparare: gioventù, velocità e talento".

Come avete capito, anche a Lady Radio corre l'obbligo di parlare di Zaniolo, l'ultima scoperta della Serie A. A leggere queste frasi sembrerebbe impossibile non aver visto nel ragazzo un predestinato. Ma Nicolò ha dovuto attendere prima di trovare Roberto Breda che, nel 2016/'17, all'Entella, lo fece esordire in Serie B. In precedenza la mamma l'aveva iscritto alla scuola calcio dello Spezia, dove non si era trovato bene. Poi al Canaletto, una società locale, prima di andare per un anno al Genoa. Ma non era gestibile per la signora Francesca, che doveva fare 800 km alla settimana. A 11 anni arriva la Fiorentina. Era in prima media. Faceva avanti indietro Firenze - La Spezia. Tornava alle 9 di sera. Quando il padre fu chiamato per fargli sapere che era stato tagliato dalla Primavera, Igor Zaniolo, ex calciatore, che aveva valutato diversamente il figlio, lo portò all'Entella. Ceduto all'Inter per 2 milioni, non trova estimatori e a luglio, nell'affare Nainggolan, passa alla Roma, valutato 4,5 milioni. Guarda caso a settembre viene convocato in Nazionale, senza aver giocato una partita in Serie A. Il 26 dicembre segna il primo gol nel massimo campionato.

Guadagna 300mila euro l'anno, con un contratto che scade nel 2023. Facile prevedere che il suo agente, Vigorelli, dopo il 31 gennaio, data di chiusura del mercato, si troverà con Monchi per l'adeguamento d'obbligo. Vive a Roma con la mamma, da sempre tifosa giallorossa. E' un tipo silenzioso ma di bella personalità. Lo definiscono un trequartista moderno, perché non disdegna la fase difensiva, oltre ad avere indubbie doti tecniche. Vederlo giocare per la prima volta al Bernabeu contro il Real Madrid e all'Olimpico con la massima tranquillità, dice quanto Di Francesco creda in lui. Se parlano di fargli indossare la maglia n. 10 di Totti, rimane incredibile che solo il padre e Breda si siano accorti, con Mancini e Evani, di questo ragazzo di Massa del '99. 

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