Baresi, libero di sognare

06.12.2021 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
Baresi, libero di sognare

Ho ascoltato Federico Buffa presentare il libro "Baresi, libero di sognare", insieme con l'autore. Semplice acquistarlo e leggerlo. Piacevole e divertente. Conoscevo il calciatore, ora anche l'uomo. Sono un patito dei numeri e, da quando ho scoperto il basket, ho fatto di tutto per applicarli al calcio. Ancor più dal 1978, quando, alla Pistoiese, mi accorsi che un osservatore, nella relazione, aveva visto male Bellini, allora al Cagliari, mentre nella ripresa era stato il migliore. Capii che si poteva sbagliare un giudizio, se rimaneva negli occhi la partenza, ma l'arrivo, col conforto dei numeri, era diverso. Da allora ne ho fatto tesoro, con profitto. Confortato anche da Gregg Easterbrook, giornalista USA: "Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa".

Reputo sempre Franco Baresi il miglior calciatore italiano e non solo, perché nessuno in chiusura è stato altrettanto forte. Credo ne fosse convinto anche Sandro Vitali, suo D.S. al Milan, quando diceva: "Con Baresi la squadra gioca in dodici, per l'abilità di sdoppiarsi in difensore e centrocampista". Come lo spiega l'autore? "Durante e dopo la carriera molti hanno riconosciuto la mia capacità di anticipare le mosse degli avversari, di saper leggere l'evoluzione del gioco prima degli altri. Quando ne hanno chiesto ragione, non conoscevo risposta. Mi veniva naturale". Non a caso, trovo conferma nelle parole di Bruce Weber, coach di Illinois: "Il senso per il gioco, per quel che accadrà, non è allenabile, è una dote istintiva".

Nel Belpaese nessuno mette Baresi in testa alla classifica dei big. All'estero, invece, sono stati Di Stefano e Valdano a dire che è stato l'italiano migliore di ogni tempo. Il secondo, inoltre, spiega: "L'intuizione è un'esclusiva individuale. Da qui la diversità degli assi, la loro unicità". Credo che la risposta sia semplice: se la cosa più difficile nel calcio è fare gol, lo stesso è salvarli. Se le statistiche dicono che Pelé, in 1.368 partite, ha realizzato 1.281 gol, lo stesso afferma: "In Brasile Maradona non sarebbe stato quello che si vuol far credere. Romario, ad esempio, ha segnato una montagna di gol più di lui". Allora, in 719 partite disputate nel Milan, quanti gol avrà salvato Baresi? Un'infinità. Come nessuno. So bene, come vuole Pirandello, che non c'è più pazzo al mondo di chi crede di aver ragione, ma non dimentico l'introduzione al libro di Werner Herzog: "Non c'è stato nessun altro calciatore che ha capito così bene fisicamente lo spazio. Mi piacerebbe davvero, nel fare i miei film, essere uno che riesce a capire il cuore dell'uomo e gli spazi come l'Amazzonia, proprio come Baresi ha capito il calcio".   

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