Il Cittadella

30.10.2020 09:00 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Il Cittadella

L'Associazione Sportiva Cittadella nasce nel 1973. Paese della Provincia di Padova, conta diciannovemila anime. Gioca in Serie B da anni e spesso la troviamo ai play-off per la A. Nel campionato di due anni fa disputa la finale col Verona. Vince al "Tombolato" 2-0 e perde 3-0 al "Bentegodi", dopo 90' che fanno ancora discutere. Perché Lady Radio parla del Cittadella? Presto detto. Ho sempre pensato che, se un imprenditore ha un'azienda modello e porta gli stessi concetti nella società di calcio, non avrà problemi. Il calcio, infatti, ha non poche storture, ma alla fine premia chi lavora meglio. Lo stadio è in Via Angelo Gabrielli, il Presidente è Andrea Gabrielli e il Cittadella il feudo di una famiglia che ha voluto restituire parte di quanto le è stato dato. Il Gruppo Gabrielli è leader nell'acciaio zincato, verniciato e plastificato e comprende, tra Quinto Vicentino, Conegliano Veneto, Crocetta del Montello, Padova e Vicenza, la Varcoler, la Veneta Nastri, la Metal Service, la Ocsa e la Siderurgica, aziende modello. Addirittura, chi ha rapporti li definisce più tedeschi che italiani. E la conduzione della società di calcio non si discosta dalle altre.

Dicono un gran bene del D.G. Marchetti, che, a quanto risulta, è un figlio per il Presidente, come la madre è una di famiglia. Dal 2006 al 2020 sono stati due gli allenatori: Foscarini fino al 2015 e Venturato. Sono sicuro che, se il 27 del mese cade sabato o domenica, si pagherà venerdì, come se un calciatore ha un problema lo risolverà la società. Se si guarda l'organigramma, si scoprirà che sono presenti, con poche eccezioni, gli stessi. Si rasenta la perfezione e, perché questo avvenga, bisogna che sia uno solo a comandare e si viva, sempre col sorriso, in regime di democrazia totalitaria o di totalitarismo democratico. Il non plus ultra per gestire il calcio. La squadra presenta con regolarità illustri sconosciuti; gli stranieri si contano col contagocce; i bilanci sono, nella peggiore delle ipotesi, in pareggio e, se si guarda la classifica, è fin troppo facile leggere: punti dieci, partite giocate quattro, vinte tre, pareggiate una, gol fatti otto, subiti uno. Da recuperare la gara a Reggio Emilia, distacco dalla prima punti tre. Non ricordo una dichiarazione sopra le righe. Neppure dopo la partita persa a Verona. Un'intervista a Gabrielli sarebbe uno scoop, ma da queste parti preferiscono i fatti.

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