Il mercato dei mister

07.06.2021 08:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Il mercato dei mister

Va di moda il cambio dell'allenatore. Assistiamo a un'autentica girandola. Si fa prima a elencare le squadre che sono andate in controtendenza: Atalanta, Bologna, Cagliari, Genoa, Milan e Spezia, anche se non tutte convinte. E' una delle mode che il calcio regala. Ripeto: il mestiere del tecnico è il più difficile e, se uno avesse tutte le doti che servono, potrebbe fare il Presidente degli USA. Ci sono situazioni in cui è giusto cambiare, come quando il mister non fa più presa nello spogliatoio, ha finito il vocabolario e tutti sanno che cosa dirà prima che cominci a parlare. Si dovrebbe evitare di arrivare alla sostituzione. E' un trauma. Non sempre riesce. Detto questo, viene da sorridere quando si leggono gli emolumenti, quasi i vecchi saggi fossero sprovveduti. Ma se dicevano che l'allenatore più bravo è quello che non fa danni e la miglior formazione la mettono in campo il giudice sportivo e il medico sociale, ci sarà un motivo.

Seppoi andiamo ad analizzare alcune situazioni, rimaniamo ancora stupiti. Alla Sampdoria Ranieri fa un buon lavoro, ma Ferrero non gradisce di essere by-passato dal tecnico nella considerazione dei tifosi. E' uno dei motivi per cui si cambia e non il primo caso. Alla Lazio alcuni si meravigliano perché Inzaghi accetta l'Inter, dopo aver detto "sì" la sera prima. Non sentiva più la stima di Lotito, che da anni sogna Allegri e, forse, aveva avuto altri contatti. Non ha detto Gattuso che avrebbe lasciato il Napoli, venuto a conoscere che De Laurentiis aveva contattato altri? E' logico quanto avviene, perché il rapporto presidente-allenatore si regge su equilibri precari e, se si incrina, è difficile ricucire.

Se vado all'estero, trovo che il Real Madrid richiama Ancelotti. Eppure nel 2014, quando conquistò la decima Champions, al 93' Carlo era esonerato. L'Atletico di Simeone conduceva 1-0, prima che l'olandese Kuipers allungasse al 96' il recupero e il gol di Sergio Ramos portasse ai supplementari e a vincere. Hanno scritto che Florentino Pérez ha scelto l'usato sicuro o, meglio ancora, uno abile a gestire lo spogliatoio. Se vado a Parigi, a casa Leonardo, trovo che i tanti soldi spesi dall'Emiro del Qatar per vincere la Champions sono stati buttati. Se non confermi Thiago Silva e lo vedi alzare la coppa, dopo aver battuto il Manchester City di Pep Guardiola con in panca Tuchel, esonerato dal PSG per Pochettino, domando se si possano commettere simili errori.

Quindi non esageriamo, non paghiamo cifre fuori da ogni logica. Non vincono gli allenatori, ma non dimentico le parole di Jerry Krause, G.M. dei Chicago Bulls: "Non ho mai visto un fantino trasportare il cavallo oltre il traguardo, ma i piccoli accorgimenti e le correzioni che fai sono importanti". Parlava di accorgimenti e correzioni, non di invenzioni come credono alcuni.  

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