Boban, Maldini e Rangnick

06.03.2020 09:00 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Boban, Maldini e Rangnick

Domando perché Boban e Maldini abbiano accettato di guidare l'area tecnica del Milan. L'incrinatura del rapporto, dopo poco più di otto mesi, era già scritta. Quale esperienza avevano per riportare uno dei club più importanti al mondo, per di più in fase di ristrutturazione, ai fasti del passato? Nessuna. Allora chi li ha scelti e perché dire sì? Per ambizione? Per il lauto contratto? D'accordo, si trattava di due ex: ottimo calciatore il primo, fuoriclasse il secondo. Ma era sufficiente? I fatti dicono di no. Chiedo ancora come si possa dimenticare che uno solo in Italia è stato grande calciatore e grande dirigente: Boniperti. Ci sarà un motivo. Semplice. Avere un ruolo decisionale in una società e uscirne con gli onori del caso è un'impresa. Si può arrivare in alto senza aver fatto gavetta? Mancini è l'eccezione. Non ricordo altri.

Ebbene, che cosa sanno del calcio Boban e Maldini, al di là di aver avuto un passato di rilievo e raccolto successi? Ben poco, anche se Zvone, sul piano politico, qualcosa doveva aver imparato nella permanenza alla FIFA. Ma già aver lasciato simile posto per un contratto da tre milioni lordi portava a porsi più di una domanda. Seppoi la famiglia Singer decide di dare pieni poteri a Gazidis, A.D. scelto da Gordon, figlio del fondatore del Fondo Elliott, sai in partenza che c'è un ostacolo alto, oltre la proprietà, da superare, quando in una società le persone che determinano sono tre: presidente, manager e allenatore. Se, inoltre, Gordon è tifoso dell'Arsenal, con Gazidis per lungo tempo deus ex machina, il cerchio si chiude.

Detto questo, come potevano salvarsi e imporsi i nostri eroi? Non sbagliando una scelta tecnica. Se salta Giampaolo, voluto da Maldini, e si deve ricorrere al 38enne Ibrahimovic per mettere leadership in un organico che stenta, è chiaro che non basta aver giocato nel Milan per essere credibili. Se a questo livello non si sanno ancora leggere le designazioni e si polemizza per rigori dubbi assegnati a sfavore, come si può pretendere di guidare il club? Quando mai ti darà ragione la classifica, se non esisti sul piano politico e sbagli spesso su quello tecnico?

Purtroppo non si vede futuro, perché Gazidis del calcio italiano sa ben poco, il Presidente Scaroni ha dimostrato il suo valore in altri settori e Boban, Maldini e Massara sono più che discussi, per cui non penso che la panacea sia l'arrivo del manager dal Lipsia, Rangnick. D'accordo, in Germania ha molti ammiratori e pochi detrattori. E in Italia? Che cosa sa del nostro calcio? Conosce la lingua, i calciatori, i federali, gli arbitri, la stampa e Milano, senza dubbio la piazza più difficile? Con alle spalle una società che vive di ricordi e non è inserita nelle stanze del potere, non si va lontano. Spero di sbagliare. Ne sarei felice. 

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