Fiorentina, guai sbagliare!

25.08.2019 13:28 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Fiorentina, guai sbagliare!

Come ricorda Tiberio Fossi, a forza di scrivere che lo stadio doveva essere intitolato ad Artemio Franchi si capì che non si poteva procrastinare oltre. Quando insisto nel ripetere che è indispensabile avere un centro sportivo e una sede degni di questo nome, ci sarà un motivo. Basterebbe guardare ai grandi club in Italia e all'estero, e non solo, per capire. Se si ama la Fiorentina non si può accettare sempre quanto avviene, altrimenti non si andrebbe avanti. Credo si debba evidenziare ciò che non va per correggere il tiro e avvicinarci a chi è partito in largo anticipo.

E' per questo che ho perso il sonno quando ho letto che interessava il 36enne Ribéry. Ho rivisto un film girato nell''84. A Firenze arrivarono il 31enne Socrates e il 32enne Gentile. La città impazzì. Fu battuto il record degli abbonamenti. Ma il primo era un grande ex calciatore e il secondo in parabola discendente. Altrimenti la Juventus l'avrebbe tenuto. L'anno dopo il Dottore, che aveva un contratto da 1,8 miliardi, tornò in Brasile e Claudio fu la riserva di Contratto e Passarella. Da chi partì la viola, dilaniata da faide interne, per ricostruire? Da Berti, anni 18, Baggio 18, Onorati 19, Pellegrini 19, Carobbi 21 e Battistini 22. Alla fine del campionato la squadra raggiunse il quarto posto e l'Europa, oltre alla semifinale di Coppa Italia. Per fare l'interesse dei tifosi devi andare contro le loro convinzioni. E' la risposta all'acquisto di Ribéry. Ma Ancelotti, due anni or sono, non è stato esonerato dal Bayern Monaco per aver messo in panca una vecchia guardia in fase calante? Se dopo due anni Uli Hoeness e Rummenigge decidono di chiudere il rapporto con Ribéry e Robben, significa che l'età non perdona. Non bisognerebbe avvertire Commisso e Barone che la Serie A non è l'MLS? E' già arrivato il 32enne Boateng, quando il compito era ricostruire una squadra che si era salvata all'ultima giornata.

Una volta aperta la cassa, l'obiettivo deve essere quello di iniziare a mettere a posto le tessere per ultimare, l'anno prossimo, un mosaico degno di far parte dell'élite del calcio. Se con il Monza, in Coppa Italia, perdi 1-0 fino all'80' e, grazie a Vlahovic e Montiel, in 10' metti a segno tre gol, devi riflettere. Al di là di ogni considerazione, con Dragowski, 22 anni, Chiesa, 22, Milenkovic, 22, Lirola, 22, Montiel, 19, Vlahovic, 19, Sottil, 20, Castrovilli, 22, più Pezzella, Pulgar, Benassi e altri da Fiorentina, puoi costruire qualcosa di importante, ma attenti a non sbagliare. Vorrebbe dire aver perso ancora un'occasione. 

© 2019 Stazione di sosta