Il turnover? Una jattura!

26.09.2019 11:57 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Il turnover? Una jattura!

Alle volte viene il dubbio di essere frainteso. E' possibile, ma quando i fatti si ripetono puntualmente non rimane che prendere atto e parlarne. Se insisto nel dire che sono fuori dal mondo gli emolumenti di più di un tecnico, credo che tutti siano d'accordo, anche se non dimentico che è il mestiere più difficile del mondo e che, come diceva un mio maestro, se uno avesse tutte le doti che servono potrebbe fare il Presidente USA. Lo stesso discorso vale per le percentuali dei procuratori. Quando le società pensano a come aumentare i ricavi, dimenticano la preoccupazione prima: diminuire i costi.

Vedo Atalanta - Fiorentina e mi domando se sogno o son desto. Gasperini, invece di riproporre la squadra che perde 4-0 a Zagabria nella prima apparizione in Champions e vogliosa di riscatto, lascia in panca Gomez e Ilicic, quelli che fanno la differenza. Va sotto 2-0 e quando, a mezz'ora dalla fine, li fa entrare, si assiste a un'altra partita. L'argentino serve l'assist del 2-1 e procura l'angolo da cui nasce il pari, con lo sloveno a incantare e fare un gol da antologia. Domanda: ma anche Gasp rientra tra gli allenatori che pensano di vincere le partite?

Di fronte, una Fiorentina in buona salute, favorita dall'avversario, va 2-0 grazie a un tiro di Chiesa deviato e a una prodezza ancora di Federico, che recupera un pallone, va in progressione e serve un cross perfetto a Ribéry, che al volo, di sinistro, fa centro. Mancano 25' alla fine. Capisco la sostituzione del francese, anche se galvanizzato dal primo gol in Serie A. Più difficile trovare spiegazione a quella di Chiesa. E' l'autore del tiro che sblocca il risultato e compie due prodezze nell'azione che porta al raddoppio. Non è logico sentirsi colui che determina? Gli psicologi dicono che non si deve mai far uscire il calciatore che decide la partita. Centuplicherà le forze per portare in fondo il risultato. Dubito non stesse bene, visto quello che aveva fatto poco prima, ma, anche se fosse, doveva rimanere in campo. La sola presenza bastava e avanzava.

Ma gli allenatori lasciati soli fanno danni. Come Simone Inzaghi quando, in Romania, contro il Cluj, reduce dai preliminari di Champions, fa il turnover, dopo tre giornate di campionato, e lascia a casa Immobile, il cannoniere principe. Se è difficile trovare l'intesa dopo poche giornate, men che meno si troverà se cambio in continuazione. Con l'avversario manifestamente inferiore può anche andare bene, ma troppo spesso i nostri sono costretti a leccarsi le ferite. 

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