Il Verona eviterà l'"ascensore"?

27.10.2019 11:10 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il Verona eviterà l'"ascensore"?

Sono sempre dell'avviso che la rivoluzione del calcio debba partire da Coverciano, dal Centro Federale "Luigi Ridolfi", cui, spero, un giorno si aggiunga il nome di Artemio Franchi, che l'ha fatto conoscere al mondo. Infatti i corsi per manager, allenatori e istruttori non rispondono ai requisiti richiesti. Per questo, visto che siamo all'università, non rimane che partire da una lectio magistralis, come direbbero quelli che si illuminano d'immenso. Ma, dal momento che siamo a divertirci, divertiamoci.

Non sarei all'altezza di fare l'allenatore. Troppo difficile. Comunque me la cavavo a scegliere qualche calciatore, avevo il massimo rispetto per i numeri e le statistiche e non rimaneva difficile scoprire i punti di forza e le debolezze degli avversari. Forte di questo, mi avventuro a toccare tasti delicati, dove sguazzano tecnici, scout e docenti universitari. Ripetuto che le palle inattive, a favore e contro, dovrebbero essere preparate con la massima cura, quante volte vedete un uomo saltare davanti a chi calcia l'angolo, soprattutto se con l'interno, o l'esterno piede? E quanti stanno sul primo palo per restringere la porta all'estremo difensore? Un amico ha chiesto se era normale subire in 3 partite 2 gol su punizione diretta. Mi sono permesso di suggerirgli di andare a rivedere i filmati della Sampdoria. Perché, quando giocava Francis, faceva quello che non ho visto da nessuno. Partendo di lato, impegnava la visione periferica di chi calciava, che, dovendo mettere il pallone a pochi centimetri dal palo, non gradiva azioni di disturbo. Semplice, no?

Strano vedere l'Atalanta subire 11 gol in 3 gare di Champions League. Chiedo se uno dei tecnici che vanno per la maggiore possa andare a Manchester col City e giocare come in campionato. Se ci sono Aguero e Sterling e non ti copri, prenderai freddo. Puntualmente finisce 5-1, con 2 gol del primo e 3 del secondo. Detto che quando in Lecce - Juventus, a pochi secondi dalla fine, Bonucci parte da lontano per saltare su calcio d'angolo, colpire la palla e mandarla sopra la traversa, domando come si possa continuare a marcare a zona.

In attesa di vedere la Juventus incontrare chi mette la museruola a Pjanic, che tocca 130 palloni a partita, attacca sulla sinistra Bonucci e marca Cristiano Ronaldo a tutto campo, con l'ordine di anticiparlo o non farlo girare, chiudo con un pensiero sul Verona. Leggo che gioca sempre in verticale e che è tra le squadre che tengono meno la palla. Dicono 20' e 32" di media, calcolata in base al gioco effettivo, 58' circa. Concretezza, pragmatismo, tre tocchi e via in verticale... insomma, propone buon calcio anche senza collezioni di passaggi. C'è solo un problema: nel confezionare la squadra non si può prescindere dal potenziale gol. Infatti segnano sempre gli stessi e l'unica cosa che non si può insegnare è metterla dentro. Quando vedo un gialloblu sbagliare davanti alla porta, non è un errore, ma non sa giocare in quei 16 metri che sono per pochi. Dopo il 35enne Pazzini, quasi mai presente, e il 31enne Di Carmine, che in A è sconosciuto, conto i pochi gol di Faraoni, Lazovic, Veloso e Stepinski e domando come può finire. Se l'anno scorso il Sassuolo si salvò, buon ultimo per reti all'attivo (29), ritengo che solo il mercato di riparazione dirà se il Verona eviterà l'"ascensore".   

© 2019 Stazione di sosta