C'era una volta il CONI!

15.11.2018 12:13 di Claudio Nassi  articolo letto 52 volte
© foto di Antonio Vitiello
C'era una volta il CONI!

C'era una volta il CONI. Poi, con l'arrivo del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, si pensa possa diventare un ricordo. Nasce, infatti, una nuova società, la "Sport e Salute s.p.a.", che, dopo una trattativa difficile, complicata e sofferta, riduce drasticamente il ruolo del CONI. Come? Tagliandogli i viveri. Dei 410 milioni e passa che lo stato destina allo sport, 40 saranno gestiti dal Foro Italico, che curerà la preparazione olimpica, e 370 dal Governo. Superfluo spiegare i tentativi di Malagò nei colloqui con Giorgetti e il Sottosegretario a 5Stelle Simone Valente di recuperare il potere. Neppure l'arrivo del Presidente del CIO per perorare la causa dell'autonomia dello sport ha fatto breccia, né gli amici che hanno portato Malagò alla Presidenza contano come allora e i nemici sono sempre di più.

Eppoi i politici hanno dalla loro un atout che non ha l'eguale: non può dare soldi ai Presidenti di Federazione chi deve chiedere il voto per essere rieletto. Come si può smontare simile considerazione? Troppo facile avere buon gioco per Giorgetti. D'accordo, si potrà discutere sui ritocchi da apportare alla nuova legge, ma sulla gestione della cassa non sarà fatto un passo indietro. Sarà anche dato al CONI un posto nella governance della nuova Sport e Salute ma, come è facile immaginare, sarà ininfluente.

Non so se avrà successo l'intervento del Ministro dell'Interno, Salvini, per dare più soldi allo sport di base. Non so come saranno distribuiti i 245 milioni destinati alle Federazioni, anche se una parte della cifra, circa 100 milioni, serve per pagare il personale e come contributo per gli impianti. Ma, al di là dei discorsi e delle cifre che vengono presentate, c'è un dato di fatto che ha portato alla decisione di esautorare il Presidente del CONI: il calcio. Nessuno riuscirà a convincermi del contrario. Era la prova del nove e quello che è successo dal 29 gennaio al 22 ottobre ha deciso. Commissariando FIGC e Lega, Malagò e il segretario Fabbricini hanno creato problemi inimmaginabili. Mai il calcio aveva attraversato una simile stagione. Se qualcuno pensava di diventare Presidente, doveva dimostrarsi capace di prendere il toro per le corna e operare per iniziare a mettere i conti a posto, ridurre i costi, preparare allenatori, manager e istruttori come si dovrebbe, risolvere il problema "procuratori", rivedere l'organizzazione dei campionati, riportare la terza serie al semiprofessionismo e così via. Qualcosa pare muoversi con i nuovi Gravina e Sibilia. A loro il compito di far dimenticare in fretta il passato.

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