Gattuso, guarda Valverde!

01.12.2017 11:08 di Claudio Nassi  articolo letto 64 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Gattuso, guarda Valverde!

Guai prendersi sul serio, ma non posso fare a meno di tornare al 21 luglio, quando evidenziavo i problemi del Milan. Facendo tesoro degli insegnamenti, non credevo ai miei occhi. Erano stati acquistati 11 calciatori. Se ci si preoccupa quando all'esame di riparazione se ne deve inserire uno, figurarsi un'intera squadra. Tralascio i problemi relativi agli ingaggi diversi, alla fascia di capitano assegnata a Bonucci, l'ultimo arrivato, al creare ulteriori concorrenze e al tempo che passa per conoscersi dentro e fuori dal campo, perché, a mio avviso, è ancora più importante soffermarsi su Milano e il Milan. Milano è l'unica città dove si fa giornalismo vero e le difficoltà aumentano, senza contare San Siro, stadio diverso da ogni altro. Troppi i campioni visti dalla gente rossonerazzurra, handicap non da poco. Basta essere bravi? No, occorre di più.

Infine la società, che fino a qualche anno fa era quella ad aver vinto più trofei al mondo. L'impegno, quindi, è da far tremare i polsi e diventa ancor più difficile se il Presidente è cinese e assente quando invece è necessario. Parlo dell'unica persona insostituibile. Se a questo aggiungo che gli allenatori succeduti all'esonero di Allegri hanno nome Inzaghi, Seedorf, Brocchi e Montella, viene da chiedere se si sono considerate tante difficoltà. Ad eccezione di Montella, che, tra l'altro, non aveva un curriculum eccezionale, si trattava di ex rossoneri inesperti e ben lontani dal sapere come rapportarsi con calciatori milionari, per di più nazionali e qualcuno, magari, con forte personalità. Non è sufficiente conoscere l'ambiente.

Se l'esonero di Montella è stato meditato a lungo, dal momento che la squadra non aveva identità, l'avvento di Gattuso fa pensare al passato, quando si offriva una chance insperata al tecnico del settore giovanile o, addirittura, come nel caso di Seedorf, a chi aveva appeso le scarpette al chiodo il giorno prima. Gattuso dice di non aver paura. Ha più esperienze alle spalle, non è solo quello che può trasmettere la grinta che lo ha contraddistinto in campo. Basteranno le parole? Capisco che simile occasione non si può perdere, ma vedo analogie con la campagna d'estate, quando si cercavano consensi con colpi ad effetto. A Gattuso auguro comunque le migliori fortune. So che cosa rappresenta il Milan per il nostro calcio e non posso fare a meno di suggerirgli basso profilo e di guardare il comportamento di Valverde che, arrivato a Barcellona nel momento più difficile, si è fatto apprezzare parlando poco e facendo parlare i risultati.  

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