L'Atalanta e il Borussia

26.02.2018 11:27 di Claudio Nassi  articolo letto 79 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Atalanta e il Borussia

Giovedì è finita la favola dell'Atalanta in Europa League. Inutile aggiungere che ha entusiasmato e tutti abbiamo tifato Dea. Dopo lo scorso campionato i nerazzurri si sono fatti apprezzare ancor più per aver vinto il girone eliminatorio, superando le favorite Everton e Lione, e poi combattuto alla pari col Borussia Dortmund. Un giusto premio per chi ha alle spalle una delle società più organizzate, il centro sportivo di Zingonia da prendere a modello, uno stadio di proprietà e il Presidente Percassi e il figlio Luca, Amministratore Delegato, sempre presenti. Superfluo aggiungere che i collaboratori, da Sartori agli altri, sono di primo livello. Poi c'è Gasperini, l'allenatore, che sta addirittura migliorando i risultati di Genova. Come? Con un calcio diverso, dimenticato da troppi. Non offre punti di riferimento in avanti, porta al gol Cristante, Ilicic, Gomez, Caldara, Cornelius, Freuler, Petagna, Masiello e gioca sopra ritmo, mettendo in difficoltà anche i più forti.

Detto tutto il bene possibile di un club che vede cinquemila tifosi a Liverpool contro l'Everton e quindicimila ogni volta che ha giocato al Mapei Stadium, cerchiamo di trovare una spiegazione all'eliminazione da parte del Borussia, avvenuta al fotofinish. Dal momento che esistono due modi per battere un avversario più forte, giocare sopra ritmo per 95' e difesa e contropiede, credo che Gasperini sia riuscito a fondere le due tattiche. Fa male non superare il turno a 7' dalla fine, ma bisogna farsene una ragione quando si è dato tutto. Non si dice sempre che la classe viene fuori alla distanza? E l'Atalanta non aveva già fatto un'impresa resistendo nel finale agli attacchi del blasonato Lione? E il Borussia non è da sempre la seconda squadra di Germania dopo il Bayern e vanta uomini del valore di Papastathopoulos, difensore tra i migliori in circolazione, dei nazionali Gotze, Schurrle, Reus e del belga Batshuayi, che ha il senso del gol come pochi, senza dimenticare gli altri, tutti di buon livello?

D'accordo, ma sull'1-0, nella seconda parte della ripresa, Ilicic e Gomez si sono trovati a tu per tu col portiere, con la probabilità di chiudere la gara. E' vero. Ma quanto avevano speso? Avrebbero sbagliato se si fossero trovati nella stessa situazione nel primo tempo? Ho dei dubbi. Col Lione negli ultimi 20' i nerazzurri si sono difesi strenuamente; a Dortmund a 10' dalla fine conducevano 2-1, ma erano sotto assedio, fino a chiudere 2-3; a Reggio Emilia, infine, il gol di Schmelzer li ha costretti ad abdicare. Non credo sia un caso. Se non riesci ad essere lucido, concentrato e a correre per 95', quelli che hanno di più, come la fatica appanna i riflessi, ti castigano. Ricordo gli Atlanta Hawks di Mike Fratello che, anni fa, partirono a ritmi vertiginosi. All'andata occupavano i primi posti nell'NBA, ma nel ritorno tante vittorie rimasero un ricordo. I tempi di recupero si erano allungati, certi ritmi diventati insostenibili e di fuoriclasse ce n'era uno solo, Dominique Wilkins.

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