Lacrime e sangue!

30.09.2019 12:34 di Claudio Nassi   Vedi letture
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Lacrime e sangue!

Dopo aver perso il derby, il Milan va a Torino in cerca di riscatto. Immagino come l'allenatore avrà preparato la partita: "Divertitevi, dimenticate l'Inter. Attenzione però, tra i granata c'è un trascinatore, al momento in grande condizione. Lo marcheremo a uomo e, se necessario, lo raddoppieremo. Alle corte, potremo anche perdere, ma Belotti non deve fare gol". Alla fine Torino 2 - Milan 1 e doppietta del centravanti. Lo so, Giampaolo non ha detto quelle cose, preoccupato di mettere in campo una squadra con gli uomini nel loro ruolo, ma il risultato cancella un buon primo tempo e poco più. Il Napoli perde in casa col Cagliari. Ancelotti dice: "Non dobbiamo essere condizionati dallo 0-1, perché la squadra ha fatto un'ottima prestazione. Ha colpito due pali, ecc. ecc.". Ma quando vedo Fabiàn Ruiz in panca trovo spiegazione. Se lo spagnolo è tra i più forti centrocampisti in circolazione, uno dei pochi in grado di fare la differenza, con Barcellona e Real Madrid pronte a pagare ogni prezzo per averlo, e lo regalo all'avversario, è giusto perdere. Vedo giocare la Roma con l'Atalanta e il Brescia con la Juventus e mi domando perché i due portieri, Pau Lopez e Joronen, giochino legati ai pali della porta. Ma se eravamo i più bravi a costruire portieri e difensori, perché non lo siamo più e acquistiamo all'estero un'infinità di calciatori modesti, oltre a perdere soldi che escono dal mercato? Se la Juventus, la società principe del nostro calcio, deve fare un aumento di capitale di 300 milioni, non viene da chiedersi che i conti non sono a posto?

Anche l'Inter, nel cda di giovedì, presenta dati in apparenza confortanti: ricavi cresciuti del 20%, fatturato che supera per la prima volta i 400 milioni e crescita del brand, specie sul mercato asiatico. Poi ci si accorge che le cose non sono rosee, perché aumentano le perdite, cui vanno aggiunti i costi di Spalletti e il suo staff. Ma se per Lukaku si spendono 170 milioni tra l'acquisto e un quinquennale, 50 per Barella, 25 per Sensi, più Lazaro e Sanchez, gli ingaggi dicono 139, senza contare i 72 di Conte e i 2,4 di Marotta, la svalutazione di Icardi, i 40 pagati per Nainggolan, in prestito al Cagliari, e i 30 non incassati di Perisic, in prestito per 5 al Bayern Monaco, non viene da preoccuparsi per il 2020? Non è un caso se il patron Zhang Jindong vede Inter - Slavia Praga con il chairman di Evergrande per una possibile e importante sponsorizzazione. Sul Milan è meglio stendere un velo pietoso.

Se i tre club più importanti non godono buona salute, dal momento che sono trainanti per l'azienda più importante del Paese, perché determinano i contratti televisivi, le vendite dei quotidiani sportivi e non e l'audience di radio e tv, non si pensa di correre ai ripari? Invece di diminuire i costi e programmare, i signori continuano a farsi la guerra per le poltrone e a salvaguardare il proprio orticello. Del resto se ne fregano. Purtroppo sanno che il calcio non morirà mai. E' l'oppio del popolo e serve alla politica. Ad maiora!  

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