Mancini e i 4 registi

04.04.2019 11:35 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Mancini e i 4 registi

Aiutiamo Mancini. Va aiutato. Ne sono convinto. Posso anche sbagliare, ma provo a spiegare. Sono sempre stato contro il regista. Lo ritengo il passaggio obbligato, l'allenatore in campo. Tuttavia, quando si marca e si attacca, diventa l'anello debole e crea problemi. E' chiaro che ci sono le eccezioni: Rijkaard, Redondo, Pecci, Pirlo, Pjanic e pochi altri, ma preferisco da sempre centrocampisti completi, in grado di interdire, impostare, rifinire e concludere. E' facile capire che non mi piace la Nazionale che batte la Finlandia, con Jorginho e Verratti in cabina di regia, più Bonucci. A maggior ragione quella che supera il Liechtenstein con l'aggiunta di Sensi. D'accordo, contro avversari di questo livello si può schierare anche una squadra con poca logica, ma rimango dell'avviso che la Nazionale dovrebbe impiegare i migliori ed evitare esperimenti.

Più volte il C.T. ha detto di voler portare l'Italia al posto che le compete, tra le prime formazioni del ranking FIFA, anche se Roberto è andato oltre. Spero ci riesca. Desidererei, comunque, si fermasse un attimo a riflettere. E' sicuro che, portando avanti un undici con tanti registi, potrebbe battere l'Olanda e la Germania che si sono affrontate pochi giorni or sono all'Amsterdam Arena? Ma se soltanto ha visto Liverpool - Tottenham di domenica non dovrebbe essere assalito da dubbi? A certi ritmi i centrocampisti schierati sarebbero by-passati con facilità. Mi torna in mente una Juventus del passato. Quella con undici italiani. A centrocampo, da dx a sx, presentava Causio, Furino, Tardelli, Benetti e Cabrini. Il regista era Scirea, libero e centrocampista aggiunto. Sì, perché le partite si vincono a centrocampo.

Seppoi vengo ai nostri giorni e vedo Cagliari - Juventus di martedì, trovo ulteriore conferma. I bianconeri lamentano nove assenze e vanno a giocare una partita non facile, contro una squadra reduce da una vittoria 3-0 a Verona sul Chievo e due successi interni con Inter e Fiorentina. Allegri presenta una difesa con Caceres, Bonucci e Chiellini, un centrocampo con De Sciglio, Emre Can, Pjanic, Matuidi e Alex Sandro, Bernardeschi mediocampista avanzato e una punta, il diciannovenne Kean. Max, conoscendo bene le insidie che comporta sempre la trasferta in Sardegna, fa sua una massima del calcio, "Per vincere bisogna aver paura di perdere", e, date le assenze, presenta la capolista più abbottonata di sempre. Seppoi Maran permette a Pjanic e Bonucci di giocare in totale libertà, le difficoltà per i padroni di casa aumentano. Ecco, non si può non soffermarsi a riflettere, sperando che certe formazioni siano frutto di un'idea estemporanea e in Nazionale non abbiano seguito.    

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