Zidane mister o.k.

 di Claudio Nassi  articolo letto 184 volte
© foto di J.M.Colomo
Zidane mister o.k.

Non sono mai stato un fan di Zidane calciatore, pur ammirandone la tecnica sopraffina, perché ho l'abitudine di giudicare i rifinitori dai gol e dagli assists. Conservo una pagina della "rosea"del 12 dicembre 2002 dal titolo: "Una vita da 10 della Juve", dove si mettevano a confronto Sivori, Platini e Zidane. 253 presenze il primo e 167 gol, 210 e 104 il secondo, con tante partite in cabina di regia, e 210 e 31 il terzo. Avevo poi cercato gli assists di Zizou in campionato: erano 27, in 151 presenze con 24 gol. Alle corte, segnava ogni 566' e determinava ogni 266'. Improponibile anche il confronto con altri numeri 10, quali John Hansen, Baggio e Del Piero. Credo che la cessione per 150 miliardi al Real abbia, ancora a distanza di tempo, dell'incredibile. Sono invece un estimatore dell'allenatore, che, tra l'altro, non aveva brillato alla guida della seconda squadra dei blancos. Mi ha smentito, mostrando qualità inaspettate. E' andato contro la volontà del Presidente Florentino Pérez, che l'aveva imposto, e ha fatto giocare Casemiro, la causa prima dell'esonero di Benitez. Portava equilibrio a una squadra sbilanciata. Col brasiliano in campo rimaneva in panchina James Rodriguez, voluto dal numero uno e pagato più di 70 milioni. Non solo. Ha convinto spesso i big a riposare, dando spazio alle seconde linee. Addirittura Cristiano Ronaldo, che non voleva mai essere sostituito, per segnare e correre per il Pallone e la Scarpa d'Oro, si è fermato a 2.544', 555' in meno rispetto ai 3.099' del secondo anno di Ancelotti. E le prime donne, soprattutto, non accettano decisioni di questo tipo se non da chi stimano.

Per questo la Juventus troverà ancor più duro a Cardiff, nella finale di Champions League, dal momento che le esperienze vissute in Italia hanno insegnato a Zidane l'importanza della tattica: difficilmente regalerà vantaggi. D'accordo, i bianconeri non partiranno battuti, ma dovranno fare la partita perfetta, conoscendo i punti di forza e avendo individuato quelli di debolezza degli avversari. Ad esempio, si dovrà oscurare Kroos, il cervello, e limitare Marcelo nelle sue sortite in avanti. Parlare di Ronaldo, Benzema, Modric, Isco e fare massima attenzione a Sergio Ramos sulle palle inattive mi sembra superfluo, ma una cura maniacale dei particolari potrebbe rivelarsi determinante; come attaccare alle spalle di Marcelo, andare a saltare ai fatidici 9 metri e 15, che poi diventano 7 e 30, davanti ai calci d'angolo di Kroos, sganciare il primo uomo dalla barriera e contemporaneamente uno di lato, come non fa nessuno, verso chi batte la punizione diretta, occupare il primo palo e marcare a uomo sui corner, stare davanti agli attaccanti sugli eventuali rinvii lunghi di Buffon e così via. Credo saranno state vivisezionate le cassette relative alle tre sconfitte in campionato, a Siviglia, Valencia e in casa con il Barcellona, alle quali aggiungerei Real - Bayern Monaco, fino a quando Kassai, con un'espulsione, l'ha decisa. Infine, giocarsi la Champions League in una sola partita, visto l'avversario, potrebbe essere un vantaggio, sempre che l'arbitro diriga e non piloti, come al Bernabeu nei quarti di finale.  

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