Gravina e Mancini

16.07.2021 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
Gravina e Mancini

Siamo quarti nel ranking mondiale. Finalmente l'Italia si riappropria di una posizione che le appartiene, dopo aver sfiorato il ventesimo posto. Non sarebbe bastato il titolo europeo, se non ci fossero state 34 partite senza sconfitte e 27 vittorie. Questo grazie a Mancini, che è riuscito nell'impresa. Anche se abbiamo lo stellone e, quando si sta per affogare, arriva il salvagente. La situazione politico-economica è drammatica: ecco Draghi! Il calcio attraversa la peggior crisi di sempre: ecco Mancini! Né dimentico Gabriele Gravina, altra sorpresa. Direi determinante. Non è la testa a far muovere le braccia e le gambe nel modo giusto?

Se analizzo il percorso di Mancini, non posso fare a meno di complimentarmi nuovamente. Ha fatto l'esatto contrario di quanto pensavo. Credo da sempre che il regista è l'allenatore in campo se lo si fa giocare, ma l'anello debole marcato e attaccato. Ebbene, Roberto ne schierava tre: Bonucci, Jorginho e Verratti e ha avuto ragione. Si è circondato di 16 collaboratori, molti dei quali, a mio avviso, inutili. Ha avuto ragione: ha vinto. Non solo: è partito lancia in resta, dicendo che puntava al titolo. Di solito si viaggia sotto traccia. Ha voluto su di sé i riflettori. Forse esagerava, ma ancora una volta ha vinto. E una nazione unita, come raramente avviene, sotto il tricolore, non segna un'impresa nella quale era il solo a credere? E il quarto posto nel ranking non rimane il fiore all'occhiello?

Il difficile arriva ora. Il trionfo dura un attimo ed ecco le difficoltà. Ricordiamo sempre di aver vinto ai rigori semifinale e finale e sofferto in precedenza. Troveremo ancora Southgate che lascia libero Bonucci di guidare la squadra a piacimento, con la sorpresa Trippier, regalare Mount, due rigoristi al 120' e senza pensare a Sterling sul nostro difensore centrale, tanto da farlo avvicinare a quel Domenech che ci permise di vincere il Mondiale 2006? Pare lo facciano baronetto per meriti sportivi. O Luis Enrique, che dimentica Sergio Ramos e i suoi 129 gol all'attivo? Ma noi puntiamo a vincere il Mondiale 2022 e stavolta credo al mister, perché se facciamo nostro l'Europeo nonostante l'infortunio di Spinazzola, non aver lasciato in campo Chiesa anche col dolore alla caviglia e se dimenticano, come sempre, Bonucci, Jorginho e Verratti, possiamo sognare, anche perché si potrà contare su Zaniolo e Gravina, Presidente Federale in continua crescita. 

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