La cura dei particolari

22.03.2024 10:11 di Claudio Nassi   vedi letture
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La cura dei particolari

Un vecchio allenatore, dal grande equilibrio e buon senso, era solito dire: "Una squadra deve avere lo 0-0 nelle gambe". Per chi aveva da imparare era musica. Nel momento di confezionarla non poche erano le considerazioni da fare. Dal potenziale gol alla difesa, dagli specialisti sui piazzati, da destra e sinistra, ai rigoristi, al piede esterno e interno di chi calciava gli angoli, ai centrocampisti in grado di difendere, impostare, rifinire e concludere, ai difensori col vizio del gol, fino a chiudere, ciliegina sulla torta, con il giovane veloce, talentuoso e reti nel dna. La difesa era di importanza capitale. Non a caso vince chi subisce meno gol, eccezioni escluse.

Stavolta ci piace guardare alle ultime otto della classifica e, tralasciando l'attivo, fermarsi al passivo: Lecce 45 gol subiti, Udinese 44, Verona 39, Cagliari 50, Empoli 43, Frosinone 60, Sassuolo 56 e Salernitana 59. Non rimane che scoprire chi ha commesso meno errori. Desideriamo aiutarli a riconsiderare le prime 29 giornate. Avete visto calciatori saltare davanti a chi batte l'angolo? O dimenticato che il 40% dei gol nasce da palla inattiva? E l'uomo sul palo, per restringere il raggio d'azione al portiere? Si sono marcati a uomo e non a zona i soliti che la mettono dentro? Perché l'unica cosa che non si insegna rimane il gol. Si è pronti a far partire dal portiere l'azione se l'avversario lo permette, ma a rinviare lungo se pressati alto? Si fa attenzione a disporsi davanti agli attaccanti quando calcia il portiere? Chissà se qualcuno ricorda Trevor Francis e come si metteva sulle punizioni dirette a sfavore. Viene il dubbio che Daniel Maldini non avrebbe fatto gol al Cagliari se uno avesse impegnato la visione periferica, accennando sempre a partire da destra.

Siamo sicuri che sia stato considerato tutto? Penso a chi è certo di salvarsi se la squadra giocherà il suo calcio e ho la risposta alle retrocessioni. D'accordo, ci sono i miracoli di fine campionato. Alle volte non bastano. Difficile scoprire chi terrà compagnia alla Salernitana, ma da un'analisi attenta e col conforto dei numeri, che difficilmente tradiscono, potrebbe non essere impossibile. Infine: siete certi che anche a Coverciano abbiano insegnato la cura dei particolari e la cosa più difficile, che sembra scontata, ma non lo è, rimanere concentrati per 95'? A guardare le partite non sembrerebbe!

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