Come volevasi dimostrare

18.03.2024 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Come volevasi dimostrare

Diceva Aldo Giordani, il più grande giornalista del nostro basket: "Allo stadio andate per divertirvi. Non commettete l'errore di accalorarvi, perché le classifiche le decidono gli arbitri e i campionati i designatori". Certamente nel 90% dei casi! Non ho sempre detto che il calcio è un fatto politico, economico, tecnico, tattico, fisico, atletico? Rimango ancora stupito che la più parte dei commentatori non abbia capito.

Lo seguo da sempre, è la mia vita. Non in modo maniacale come quando lavoravo in società, ma spesso domando come sia possibile che i diretti interessati non se ne accorgano. Mi aiuta Mickey Mantle, dei New York Yankees, quando afferma: "E' incredibile quante cose non conosci del gioco che hai giocato per una vita". Infatti non ho mai sentito affrontare il problema arbitrale nel modo giusto e non con acrimonia per l'errore a danno della propria squadra.

Nessuno ha insegnato a leggere le designazioni e analizzare il curriculum di ogni arbitro, per scoprirne le caratteristiche, come riportava Tuttocalcio, annuario tecnico-statistico degli anni '90/2000. Se leggo la designazione di Bayern - Lazio, lo sloveno Vincic, viene da sorridere. Visto il momento difficile di Neuer e compagni, a Rosetti non restava che inviare un connazionale del Presidente UEFA Ceferin. Per il Real non dovevano esserci problemi contro il Lipsia, ma, ad abundantiam, arrivava l'italiano Massa, uomo del designatore e, vista la prestazione dei tedeschi, più che necessario.

Barcellona - Napoli era delicata, con i blaugrana in difficoltà economiche e tecniche, per i tanti infortuni, e un Napoli in ripresa con l'avvento di Calzona. Chi meglio di un numero uno, Makkelie, maestro nel dirigere e ottimo pilota? Al 50' un fallo da rigore su Osimhen non viene neppure chiamato al VAR. Ha ricordato la finale di Coppa dei Campioni Borussia Dortmund - Juventus, quando, con largo anticipo, Aigner, plenipotenziario UEFA, annunciò l'ungherese Puhl, numero uno del tempo. In apparenza per la gioia dei bianconeri, ma sullo 0-0 un rigore su Del Piero non fu fischiato, né un secondo fallo, ancora in area, sul 2-1. Finì 3-1. Nessuno ha contestato. Le designazioni delle partite citate di Champions non erano le migliori per le squadre in trasferta, ma, alla fine, tutto come volevasi dimostrare.

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