Juventus e Guardiola

16.05.2022 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Juventus e Guardiola

Mario Tenerani ricorda ancora che nella rubrica de Il Giornale della Toscana suggerii alla Fiorentina nel 2004, l'anno del ritorno in A, di acquistare Tevez e Ibrahimovic. Sarebbe stato l'inizio per una grande squadra. Corvino preferì le comproprietà di Maresca, Miccoli e Chiellini, anche se per l'ultimo la Juventus mantenne il diritto di riscatto. I 15 miliardi pagati servirono ai bianconeri per girarli all'Ajax in cambio di Ibrahimovic. Giorni or sono Luca Pontello telefona per parlare di Haaland, ceduto dal Borussia Dortmund al Manchester City, e ricordare che prima della scadenza della clausola rescissoria per 30 milioni, 31 dicembre 2019, avevo suggerito nei miei divertissements alla Fiorentina di farci più di un pensiero. Non ho la pretesa di veder accolti i consigli, dal momento che so, in anticipo, saranno disattesi, ma tanto è l'affetto per le società nelle quali ho lavorato che desidererei il meglio. Alle volte domando che cosa fanno gli scout. Ai tempi in cui lavoravo nel calcio, avevo scelto di monitorare Argentina, Brasile e Ajax. Lasciavo le altre nazioni, ma in Sudamerica controllavo i big, come il settore giovanile dei lancieri, padroni del Nord Europa. Speravo di arrivare qualche volta primo, come il PSV con Romario e Ronaldo. Ci riuscii con Van Basten e Redondo.

Ma le cose cambiano. Ad esempio il Borussia Dortmund, la seconda società di Germania, con Michael Zorc, il manager numero due, dopo Uli Hoeness. Ha passato 44 anni nel club, da calciatore e dirigente, con risultati eccezionali. Ha cercato i migliori giovani, spendendo anche cifre importanti, per rivenderli al triplo e al quadruplo. Ceduto Haaland al City, non credo per 60 milioni, immediatamente è arrivato da Salisburgo Adeyemi per 30, più 6 di bonus. Altra società da controllare.

Da noi la Juventus è sulla graticola per un campionato anonimo, senza trofei, ma non si va alla radice del problema. Se per caso la responsabilità della costruzione della squadra fosse lasciata all'allenatore, sbaglierebbe. Un tecnico non è in grado di confezionarla, oltre a non conoscere le dinamiche del mercato. E' una formazione monca, soprattutto dopo l'infortunio di Chiesa, perché da sinistra non arriveranno pericoli. Né può schierare troppi elementi che non hanno gol e assist nelle corde: Alex Sandro, Arthur, Rabiot, Zakaria e Bernardeschi.

Nel frattempo suggerirò a Guardiola Barella, perché, dopo aver speso più di un miliardo in 10 anni e non aver vinto la Champions, ci pensi con Mahrez, Barella, Haaland, De Bruyne e Foden. Se non riuscisse ancora una volta, si riduca l'ingaggio, perché 17 o più milioni netti l'anno sono una vergogna.   

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