I contratti incredibili

23.02.2024 10:37 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di DANIELE MASCOLO
I contratti incredibili

Sono critico nei confronti degli allenatori, pur sapendo che il loro è il mestiere più difficile del mondo. Li conosco, diverte analizzarli e non perdono molte decisioni, anche se sono diventati imbonitori e fior di comunicatori. La cosa che lascia perplessi sono gli emolumenti che percepiscono. Immeritati. Non per nulla, prima che Helenio Herrera arrivasse all'Atletico Madrid, negli anni '60, venivano chiamati "portaborse".

E proprio dell'Atletico parlo, dopo aver letto le dichiarazioni di Simeone in seguito alla sconfitta con l'Inter. "Ci sarebbe servito Morata dall'inizio, però è anche vero che, pur avendo controllato la gara, non abbiamo creato grandi occasioni. Al ritorno ci sarà da affrontare un avversario complicato. Servirà fare meglio, ma con Griezmann e Correa avremo un altro attacco". Domanda: l'Inter dovrà giocare la qualificazione al Metropolitano, contro una formazione che credo abbia vinto, tra le mura di casa, 28 partite su 29, perdendo immeritatamente, con l'Athletic Bilbao, la semifinale della Coppa di Spagna. E qui chiamerei in causa l'allenatore, che presenta a Lisbona, contro il Benfica a 0 punti, una squadra che improvvisata è dir poco e si ripete in casa con la Real Sociedad. Due pareggi che impediscono di arrivare primi per incontrare le seconde dei gironi di Champions. Non sorge un dubbio? E' giusto pagare Inzaghi 4 milioni netti e ulteriori bonus?

Parlo dell'Inter, uno dei primi club al mondo, ma se guardo al Milan non cambia molto. Gioca a Monza la venticinquesima giornata, con il secondo posto a un tiro di schioppo dopo il 2-2 della Juve a Verona. Non solo, si tratta di un derby, con dall'altra parte un A.D. di nome Galliani, il miglior dirigente del calcio. Tradotto significa che, contro le sue squadre, difficilmente avrai il 50% che dovrebbe spettare. Per chi conosce il calcio non dico niente di nuovo. Seppoi guadagni 3 milioni e mezzo netti più bonus, non è un'esagerazione?

Ho parlato dei tecnici di Inter e Milan, ma con gli altri che guidano i top club il giudizio non cambierebbe. Hanno sempre insegnato che non vincono le partite, non fanno gol né servono assist, ma possono farle perdere. In campo vanno i calciatori. Oggi, invece, sono tanti premi Nobel per la capacità di stipulare contratti incredibili, quando sarebbe meglio volare bassi e ammettere, di tanto in tanto, gli errori.

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