Abbasso il regista!

19.11.2021 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Abbasso il regista!

Ho le mie idee, costruite negli anni grazie ai tanti maestri, e osservato altri sport, per scoprire quello che si poteva adattare al calcio. Basket in testa. Alla fine mi sono trovato di fronte a considerazioni che avevano fondamenta. Superfluo ricordare i giornalisti che mi hanno tenuto a battesimo, le squadre viste, dal Grande Torino alla Coppa Latina, con Di Stefano, Eusebio, Kopa e Schiaffino, alla Honved e l'Ungheria di Puskas, all'Ajax e all'Olanda di Michels e Cruyff, fino ad arrivare ai nostri giorni, seguendo l'evoluzione del calcio. Non a caso ho cercato vantaggi.

Se Rino Tommasi diceva: "Le statistiche non contano per chi non ha la pazienza di coltivarle e la capacità di interpretarle", sfondava una porta aperta. Mi ero accorto nel '78, da uno scout di un osservatore, che quello che aveva scritto non rispondeva a ciò che aveva detto. I numeri erano la conferma. Venivano a cadere nella considerazione calciatori sopravvalutati, belli da vedere ma bocciati al tirar delle somme. Perché chi gioca dalla metà campo in avanti si giudica da gol e assist. L'interditore dalle palle giocate e recuperate, il difensore dalle chiusure e così via. Il regista è l'allenatore in campo se lo si fa giocare, ma, eccezioni escluse, marcato e attaccato diventa l'anello debole. Viene il dubbio che chi lo usa non sappia costruire la squadra in altro modo.

Ho letto tutto sulla Nazionale reduce da Belfast e trovato spiegazioni sul piano psicologico, quasi non esistesse quello tecnico. Se le partite si vincono a centrocampo, devo schierare calciatori capaci di interdire, impostare, rifinire e concludere, altrimenti dovrò soffrire. Quando Mancini presenta Jorginho, Verratti e Bonucci avrà sempre superiorità tecnica, una manovra fluida e batterà squadre inferiori. Con avversari di statura diversa, arriveranno i problemi. Una volta scoperti, se giocheranno sopra ritmo e annulleranno il regista o si chiuderanno per ripartire in contropiede, dove andremo a parare? Abbiamo conquistato l'Europeo, ma dagli ottavi siamo giunti tre volte su quattro ai supplementari e le ultime due partite le abbiamo vinte ai rigori. E' vero che siamo stati imbattuti per tre anni e risaliti dal 20° posto al 4° nel ranking FIFA grazie a Mancini, ma aggiustiamo il tiro e correggiamo gli errori. Per ciò che riguarda la mancanza di un centravanti, si può giocare con attaccanti di movimento, senza offrire punti di riferimento. Ma bisogna confezionare un organico dove tutti hanno il gol nei piedi, l'unica cosa che non s'impara. Eppoi, se l'avversario si chiude e dal centro non si passa, aggiriamolo con cross dal fondo, senza soluzione di continuità. Non lavora l'avversario ai fianchi il pugile che non può vincere per k.o.? Infine basta convocazioni pletoriche. La maglia della Nazionale è per pochi. Né dimentichiamo che per vincere bisogna aver paura di perdere e lasciare agli altri i favori del pronostico è un vantaggio. 

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