Adriano Galliani

20.10.2023 09:00 di  Claudio Nassi   vedi letture
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Adriano Galliani

La squadra era fatta. Di una facilità unica: blocco Inter, blocco Sassuolo, più Donnarumma e Di Lorenzo. Servita su un piatto d'argento: Acerbi, Bastoni, Dimarco, Barella e Frattesi, con Berardi, Scamacca e Raspadori, guidati dall'ex Locatelli. Senza contare che anche Frattesi era un ex. L'allenatore Spalletti non si doveva preoccupare di altro, se non dire ai suoi che Bellingham e Kane la palla non la dovevano vedere. Inoltre l'Inghilterra schierava Maguire, difensore pagato una tombola dal Manchester United, pericoloso sulle palle inattive, ma lento. Quindi massimo rispetto per la prima del girone, ma nessuna paura, per una gara che da una parte e dall'altra presentava fior di calciatori.

Mi accontentavo di una squadra senza due registi, Jorginho e Verratti, per non parlare di Bonucci. Speravo di vedere una formazione che non regalava niente all'avversario, se c'era un vantaggio ne approfittava e piano piano tornava ad appropriarsi del proprio ruolo. E' tutto rimandato. Alla fine sono Bellingham e Kane a decidere. Sì, proprio quelli che dovevano essere marcati a pressione o almeno limitati. Non solo, ma andati 1-0 meritatamente, abbiamo subito tre gol in contropiede. Noi che eravamo i maestri di quella che rimane la tattica migliore.

Detto di Spalletti, chiamato a rivedere i propri convincimenti, la partita la decide il francese Turpin, quando non espelle Phillips per doppia ammonizione, visto il pestone a Barella. Ed ecco, se ci fosse stato bisogno, la conferma che non contiamo niente. Non siamo usciti due volte dai Mondiali per caso. Ai demeriti sul rettangolo di gioco va aggiunta la pochezza dei dirigenti. E' inutile che Gravina sia Vicepresidente UEFA. Si tratta di un signor nessuno! Avesse giocato la Slovenia a Wembley, Phillips sarebbe stato espulso. La certezza non viene solo dal fatto che guida il Gruppo H con 6 vittorie, 1 pari e 1 sconfitta, ma anche dall'ultima designazione con quella Finlandia che l'aveva battuta 2-0 all'andata. Rosetti si è superato e, per la gioia di Ceferin, ha mandato Orsato, con Irrati al Var. Risultato finale 3-0.

Noi, invece, presentiamo capodelegazione Buffon, grande portiere ma non all'altezza del compito. Non basta uno che regga un titolo in prima pagina, come voleva Carraro. Sarebbe ora che il ruolo fosse ricoperto da Adriano Galliani, il miglior dirigente del calcio. La carriera parla da sola, in attesa di diventare Presidente di una Federazione che ne ha tanto bisogno!   

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