Arbitri e VAR

13.05.2022 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Federico De Luca
Arbitri e VAR

Dopo Manchester City - Real Madrid ho letto elogi a non finire per uno spettacolo di una bellezza difficile da raccontare. Purtroppo dobbiamo accontentarci della Roma in finale contro il Feyenoord nella Conference League, l'ultima delle coppe. Non esiste una formazione in grado di affrontare Real, City e Liverpool, ma non si deve ridurre tutto alla differenza di fatturati, perché la Juventus si è fatta eliminare da Ajax, Lione, Porto e Villarreal. Come l'Inter di Conte, che vinse lo scudetto ma arrivò quarta nel girone di Champions, e così il Milan di Pioli, oggi primo in classifica. Continuare a disperarsi per la situazione del calcio sarebbe ripetersi, ma se non si partirà dai corsi di Coverciano non faremo nulla.

In compenso sento a più riprese attaccare gli arbitri e il VAR, quando tutti sapevano che sarebbe stata una stagione difficile. E qui casca l'asino, perché l'AIA rimane la miglior organizzazione della FIGC. Al contrario degli altri settori, i nuovi dirigenti hanno avuto la forza e l'abilità di impedire all'ex Presidente Nicchi di candidarsi per un quarto mandato, quando erano già troppi tre. Al di là del fatto di aver perso 6.000 iscritti, anche l'AIA denunciava carenze, nonostante la tradizione di grandi dirigenti, scuola alla quale tutti avevano imparato. Il compito di Trentalange e dei collaboratori era delicato, a partire dal designatore Rocchi, un neofita. Sul Presidente e le sue 149 partite a livello internazionale, secondo solo a Collina, i dubbi erano pochi e i detrattori si dovevano ricredere. Rimanevano Rocchi e una squadra tutta nuova, i vice Gervasoni, Manganelli, Di Liberatore, con Giannoccaro riferimento per i club. Puntualmente è arrivata la sorpresa. Gli esperimenti hanno fatto crescere giovani interessanti.

Personalmente non avevo dubbi, perché la lunga gavetta e la vicinanza dei dirigenti provinciali e regionali non potevano aver fallito, dal momento che per arrivare alla Serie B e alla A sono tanti gli ostacoli e le categorie da superare. Poi non dimentico il fuoco che spinge ai sacrifici da sostenere fin dai 15 anni e i risultati si toccano con mano. Perché, al di là degli errori e delle lamentele di Mourinho e di chi non sa perdere, dovete dire da quanti anni non si vedevano campionati combattuti fino al termine. Non ricordo partite taroccate come succedeva spesso per gli interessi che corrono. Non credo sia poco, oltre al VAR, che, al di là di alcuni errori, corregge fuorigioco in passato non rilevati. Questo ritengo un successo, grazie a una rivoluzione che rompeva rapporti e amicizie nate dall'essere rimasti per troppo tempo con in mano la leva del cambio.  

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