Arthur sì o no?

21.07.2023 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Arthur sì o no?

Sono sempre stato dell'avviso che alla Fiorentina non manchi nulla per competere. D'accordo, poteva vincere di più, ma 2 scudetti, 6 Coppe Italia, Coppa Grasshoppers, Coppa delle Coppe, Mitropa, Coppa di Lega Italo-Inglese, Supercoppa Italiana e finale di Coppa dei Campioni col Real Madrid sono la dimostrazione. Se con Cecchi Gori i viola di Trapattoni puntavano in alto e col Conte Pontello hanno rischiato di vincere il terzo scudetto, è ulteriore conferma. Coi fratelli Della Valle, che insieme rappresentavano una delle 500 famiglie più ricche al mondo, esistevano i presupposti, ma i manager che dovevano guidare si divertivano ad acquistare e vendere, quasi si fosse a Empoli o a Lecce, e si contavano 15 portieri, da Abramov a Manfredini, passando per Lupatelli, Frey, Labont, Cejas, Roccati e così via, dopo aver scartato Perin, sei mesi in prova, e Cragno della Cattolica Virtus, perché troppo basso. Non si poteva pensare in grande.

Con l'arrivo di Commisso, ancora un personaggio che occupava uno dei primi 500 posti nella classifica di Forbes, si sperava di non commettere gli errori del passato. Dopo campionati non facili, si disputano due finali: Coppa Italia e Conference. Non dovrebbe essere impossibile un ulteriore salto di qualità. Da inguaribile ottimista sono a sognare. Dissi che si doveva accontentare Milenkovic. Perderlo sarebbe stato un errore, così come ricordo che non ci si rinforza solo acquistando. Alle volte si raggiunge l'obiettivo con le cessioni. Se è vero, come dicono, che ci sono 48 calciatori in organico, la prima preoccupazione è ridurli a 25. L'allenatore lavorerà meglio e le casse sociali sorrideranno. E, cosa ancor più importante, si dimostrerà di aver capito: finalmente si privilegerà la qualità.

Non è il caso di Arthur, non riscattato dopo un anno in prestito dal Liverpool. Se una società condannata a vincere, come la Juventus, decide di cedere un calciatore e contribuisce, addirittura, a pagare l'ingaggio, lascia perdere. Non risolvergli il problema, seppoi hai vissuto simile esperienza col Real Madrid. Impariamo dai più bravi. Se il Bayern Monaco ha preso Kim dal Napoli e pensa a Kane del Tottenham cerca il meglio, perché Uli Hoeness e Rummenigge capiscono. Se non avesse speso tanti soldi per quei 23 esuberi, non avrebbe potuto scegliere il meglio anche la Viola?     

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