Braccetti e sottopunte

17.12.2023 10:42 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Federico De Luca
Braccetti e sottopunte

Quando un caro amico ha telefonato per annunciare che Joe Barone farà costruire il muro al Viola Park, sono rimasto di sale. Mai avrei pensato che la Fiorentina fosse la prima società a capire l'importanza di un manufatto indispensabile per i giovani e non solo. Dopo aver fatto i complimenti a colui che l'ha suggerito al D.G., spero si possano vedere anche le forche. Per una volta la Viola anticipa l'Empoli, che, pur deciso a costruirlo, è ancora fermo al progetto. Inutile dire quanto sia felice per questa inversione di tendenza. D'accordo, partiamo dall'a, b, c, ma per migliorare la tecnica bisogna tornare al passato e non dimenticare i vecchi maestri. Continuo a predicare nel deserto e, strano a dirsi, di tanto in tanto ascoltano.

Certamente non mi illudo, ma il calcio è ben diverso da braccetti e sottopunte, come raccontano. Quando vedo Gatti e Quarta, difensori col vizio del gol, andare a saltare su palla inattiva e non essere marcati, prendo cappello. Inutile continuare a ripetere che il gol non è per tutti e chi è baciato da madre natura, o dal Signore, deve essere guardato a vista, perché i profeti della zona continuano ad avere la meglio. Se fino alla partita di Marassi avevo visto mettere dalla Juventus un uomo davanti a chi batteva l'angolo, col Genoa è scomparso, quando credevo si facesse un ulteriore passo avanti, con uno sul palo. Sono particolari determinanti, come altri che vengono trascurati, quasi subire gol fosse normale e non probabile sconfitta. Ma è così in tempi in cui lo schema è il pane quotidiano, come il calcio propositivo o europeo, che vogliono alcuni.

Ho letto sabato un articolo di uno che stimo. Leggevo: "Inzaghi, Sarri, Mazzarri, Pioli, Gasperini e Italiano sono gli architetti del nostro Rinascimento, i fondatori di un nuovo calcio che fa tesoro dell'antica scuola, ma la rinnova". Non capisco perché si continui a pensare che gli allenatori determinino. Eppure nello stesso giorno Stankovic, che ha giocato a calcio, intervistato da ex per Lazio - Inter, dice: "Nei biancazzurri si intravede la mano di Sarri, ma sono i calciatori ad incidere". Non è strano, per uno che si picca di conoscerli, di pensarla come i vecchi saggi, che l'allenatore più bravo è quello che non fa danni e la partita la decidono i calciatori? Braccetto e sottopunta lasciamoli negli scantinati di Coverciano, in attesa di rivedere corsi che insegnino calcio e non facciano temere di non essere presenti anche al terzo mondiale.

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